Ventiquattro ore dopo l'annuncio ufficiale di Giovanni Malagò, continua a tenere banco il caso legato alla nomina dell'ex schermitrice Diana Bianchedi come capodelegazione della nazionale. La "rivoluzione culturale" promessa dal presidente della Figc deve già fare i conti con uno scontro tra avvocati.
Da una parte il Coni, di cui Bianchedi è vicepresidente vicaria, che ha sollevato dubbi legati al conflitto d'interesse e all'incompatibilità tra il ruolo al Comitato Olimpico e quello alla Federcalcio. Dall'altra la stessa Figc, con Malagò che non ha intenzione di indietreggiare perché ritiene la scelta legittima. Bianchedi andrebbe a rappresentare la federazione negli appuntamenti ufficiali legati alla maglia azzurra, "ma la questione è di sostanza", scrive l'edizione odierna del Corriere della Sera: "Cosa accade se il capodelegazione della Nazionale ha un impegno pure come vicepresidente Coni?".
Lo stesso quotidiano cita casi in cui dirigenti Coni assunsero altre cariche e quindi si dimisero dal ruolo nel Comitato: "Nel 2006 la vicepresidente Di Centa, divenuta poi onorevole, si dimise.Così pure Salis nel 2025, una volta eletta sindaco di Genova. E ancora: lo stesso Malagò in passato segnalò al comitato etico del Cio l’incarico di Di Centa con Sport e Salute, sollevando dubbi". Aggiungendo: "Bianchedi, ora in vacanza in Malesia, riflette".
D'altronde, come spiega La Gazzetta dello Sport, Malagò ha scelto un profilo di "rottura" con l'obiettivo di avvicinare il calcio agli altri sport, ma la sua decisione ha sorpreso tutti. Non il dt Claudio Ranieri e il ct Roberto Mancini, che hanno condiviso la scelta, ma di sicuro il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, "avvertito poche ore prima della fumata bianca".
Stupita anche la Lega di Serie A, che già non aveva vinto la battaglia relativa al ct desiderato (i club avrebbero voluto Antonio Conte) e che è venuta a conoscenza della nomina a cose fatte, con diversi rappresentanti che vedono in Bianchedi "un corpo estraneo alle dinamiche del pallone".
Malagò prosegue deciso per la sua strada, ma dopo le polemiche relative alla scelta di direttore tecnico e allenatore, deve fare i conti anche con questa grana relativa al capodelegazione. Nel frattempo, svela il Corriere della Sera, il presidente della Figc è rimasto colpito e dispiaciuto dall'intervista di Paolo Maldini.
Soprattutto perché l'ex difensore del Milan ha detto che Malagò non è stato ai patti. Il confronto chiarificatore dopo le vacanze cercato dal numero uno della Federcalcio sembra sempre più lontano, per un matrimonio mai sbocciato come preventivato e presto chiuso con un divorzio pubblico e fragoroso.