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Non bastano ovviamente le assenze per giustificare il periodo negativo: la squadra del secondo tempo è stata imbarazzante
di Enzo Palladini© afp
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La presunta rinascita del Napoli è durata poco. Gli 11 gol segnati in tre partite tra campionato e Champions, con annessi 7 punti, sono già un bel ricordo per Allegri e la sua squadra, duramente riportati alla realtà da una prestazione altamente negativa a Torino, Al di là di un primo tempo con una sola occasione per parte, la ripresa è svoltata con i cambi di Spalletti e con un atteggiamento che da parte degli azzurri è risultato totalmente improduttivo, già prima che l'espulsione di Marianucci lasciasse la squadra in dieci contro undici e con diversi elementi molto affaticati dal doppio impegno settimanale.
Dalla serata torinese emerge un concetto abbastanza chiaro: il Napoli non può fare a meno di Hojlund, fermato a poche ore dalla gara da un attacco influenzale, Non è tanto per i gol segnati (il danese ne ha realizzati solamente 3 di cui 1 nelle ultime 6 apparizioni) quanto per il grande lavoro svolto nella metà campo avversaria. È sempre un punto di riferimento, sfianca le difese avversarie, crea spazi. Soprattutto, riesce a far rendere al meglio McTominay, che l'ha preso come punto di riferimento per le sue incursioni. Non a caso, anche lo scozzese allo Stadium è stato praticamente nullo. Il sostituto di Hojlund, Lorenzo Lucca, ha fatto quello che sa fare, al momento non molto: ha lottato, ha cercato di mettere in qualche difficoltà i due centrali avversari, senza molto costrutto. Ha avuto anche - questo è il merito che rende la sua prestazione stentatamente sufficiente - la migliore occasione della squadra azzurra, con un colpo di testa nel primo tempo che ha acceso i riflessi di Vicario. Ma questo è il Lucca attuale, sempre alla ricerca di una propria identità tecnica.
Il confronto con la passata stagione adesso è davvero impietoso, Allegri ha raccolto 8 punti in meno rispetto a quelli che Conte aveva dopo dieci giornate. Ha subito 5 gol in più e si trova sette posizioni sopra il primo posto della stagione 2025-26. La fotografia di questa stagione è la differenza tra il primo e il secondo tempo della partita di Torino. Dignitoso l'approccio, gara giocata alla pari per i primi 45 minuti, poi un crollo verticale che ha una parziale giustificazione negli infortuni di due leader come Di Lorenzo e De Bruyne, ma non può essere solo quello il motivo. Nella ripresa la débacle è stata totale, sia dal punto di vista fisico sia per il coefficiente di concentrazione.
La situazione del Napoli comincia a essere abbastanza preoccupante, anche perché le prime posizioni si allontanano sempre di più e non si vedono grandi soluzioni. Hojlund tornerà subito, ma potrebbe non essere sufficiente. Molti giocatori hanno un rendimento inferiore rispetto alle aspettative, la squadra nel suo complesso - a parte il tris di partite con Bodo, Roma e Monza - ha sempre ritmi bassi e poche idee offensive. Ora arriva la trasferta sul campo del Porto, che può servire per cercare di raddrizzare un po' il cammino in Champions League. Però la domanda è: quale dei vari Napoli recenti vedremo in Portogallo? Se è quello di Torino, sarà durissima.