Mondiali 2026, l'Iran minaccia nuovamente il boicottaggio: si riapre l'ipotesi ripescaggio

Scontro diplomatico per il Mondiale: l'Iran chiede lo spostamento delle gare in Messico. Trump avverte: "Per la loro sicurezza meglio non partecipino".

07 Apr 2026 - 15:03
Iran © afp

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L'Iran ha gelato la Fifa minacciando ufficialmente il ritiro dai prossimi Mondiali qualora le partite del Gruppo B contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda non vengano spostate dal suolo statunitense al Messico per gravi ragioni di incolumità pubblica. Il Ministro dello Sport di Teheran, Ahmad Donyamali, ha definito "molto bassa" la probabilità di vedere la nazionale in campo a Los Angeles e Seattle, citando la mancanza di garanzie logistiche e le recenti dichiarazioni bellicose di Donald Trump come ostacoli insormontabili alla partecipazione.

Il presidente americano ha alimentato la tensione con un messaggio enigmatico e inquietante, affermando che sebbene la selezione persiana sia la benvenuta, "non credo sia opportuno che partecipi, per la loro stessa sicurezza e vita".

Nonostante il pressing diplomatico e la richiesta formale di un cambio di sede per evitare il cuore del conflitto politico in corso, la Fifa non ha ancora concesso aperture, lasciando il destino sportivo della squadra nelle mani del governo iraniano che attende "garanzie concrete" prima di sciogliere la riserva definitiva.

Italia ripescata?

 Sebbene l'articolo 6.7 del regolamento conceda alla Fifa di scegliere un sostituto a "propria esclusiva discrezione", nel caso in cui l'Iran rinunciasse a giocare i Mondiali la prassi consolidata e il merito territoriale premierebbero gli Emirati Arabi Uniti e non l'Italia, rendendo il dodicesimo posto nel ranking del tutto irrilevante ai fini di un ritorno nella competizione a tavolino.

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