L'INTERVISTA

Milan, senti Mirante: “Fonseca lo conosco, pragmatico e ambizioso”

Il portiere che con la Salernitana ha detto addio ai rossoneri: "A Leao mancano fame e continuità"

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Fonseca è un allenatore a cui piace giocare a calcio, è un allenatore offensivo e ha un buon approccio con i ragazzi. Io l’ho avuto per due anni a Roma, con tutte le problematiche legate a quel periodo in quella piazza e secondo me nonostante tutto ha fatto bene. È un allenatore preparato che va dritto per la sua strada; è pragmatico e ambizioso". Nel corso di un'intervista a Radio TV Serie A con RDS, Antonio Mirante presenta ai tifosi del Milan Paulo Fonseca, che è ormai a un passo dal firmare un accordo biennale con i rossoneri: "Il Milan è un Club che punta a vincere, gli obiettivi sono importanti e quindi Fonseca (o chi subentrerà), avrà grosse responsabilità ereditate da Pioli. Noi siamo meno informati di voi e non è facile, però penso che sia stata una scelta ponderata. Il Milan è un Club che ti rimane dentro per il fascino, la storia e l’ambiente lavorativo. Milanello e San Siro in questi ultimi anni sono stati degli ambienti fondamentali dove poter crescere e migliorare”. 

Il portiere che a fine stagione dirà addio al Milan ha parlato anche della stagione appena conclusa (“Le partite con la Roma in Europa League sono state deludenti rispetto a quanto ci aspettavamo. È stata una delusione per tutti") e di Stefano Pioli, che saluta i rossoneri dopo cinque anni: “Pioli l’avevo affrontato qualche volta da avversario nelle squadre in cui giocavo, ma non lo conoscevo personalmente. Ha portato energia e la giusta mentalità per cercare la vittoria, ci ha insegnato il modo giusto per giocare le partite e come allenare la squadra. Questo è stato determinante per molti di noi che hanno svoltato. Questo vale per molti singoli, ma soprattutto per la squadra. L’anno dello scudetto è stato quello che ha fatto svoltare giocatori, club e tifosi. Quell'anno è stato determinante per tutti: per noi e per lui.  In quell’anno siamo stati la squadra che ha avuto il cammino più in crescita; abbiamo vinto uno scudetto in una stagione dove non partivamo favoriti. Ad oggi c’è un Milan evoluto e ambizioso che grazie all’allenatore ha migliorato molti giocatori: le ambizioni sono cambiate. Il Milan oggi non è più la squadra di cinque anni fa. Le aspettative sono alte”. 

Su Ibra: “Ci sono calciatori come lui che hanno un carisma e un'aura che lo precedono. È un ragazzo super intelligente e che capisce di calcio. Si è approcciato a noi con grande umiltà e responsabilità, fino a poco tempo fa giocava con noi. Io ho la sensazione che sia molto competente anche se io non conosco le dinamiche dirigenziali”. 

Su Leao: “A Leao manca un po’ di fame e di continuità, serve che non si accontenti quando fa partite incredibili come con il Paris Saint Germain; questa penso sia l’unica cosa che gli manca, per il resto è un giocatore incredibile”.

I portieri più forti: “Maignan e Donnarumma sono portieri molto forti, diversi, ma con grande talento. Gigio ha fatto la fortuna dell’Italia e sicuramente la farà ancora. Mike è un professionista incredibile, un portiere totale che nei prossimi anni è destinato a migliorare ancora; il suo carisma si percepisce solo guardandolo. Nello spogliatoio sai che c’è, trasmette certezza e questa qualità è indispensabile per il suo ruolo”.

Sul futuro: “Non vorrei arrivare fino all’età di Buffon giocando ancora, però mi sento bene e quindi quelle seguenti saranno settimane di riflessioni. Ad oggi vorrei continuare ancora, mi sento bene e questa stagione ho avuto anche la possibilità di giocare qualche partita. Il futuro dipende un po’ dal percorso che ognuno ha fatto, da come ci si sente, da dove si gioca e da come si è affrontato l’ultimo anno calcistico, senza dimenticare l’importanza della motivazione che ti spinge ad andare avanti. Gli infortuni sicuramente incidono sulla carriera di un giocatore e per me pensare adesso di andare all’estero è quasi impossibile”.

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