L'INTERVISTA

Milan, Paquetà a SportMediaset: "Con Pioli sono più libero, ma voglio fare di più"

"A me piace stare vicino alla porta, voglio fare gol e assist"

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L'andamento di Lucas Paquetà al Milan è onduleggiante. Piacevole sorpresa al suo arrivo in Italia; oggetto misterioso nei primi mesi di questa stagione; giocatore in crescita nelle ultime settimane. Qualcosa è cambiato nella testa del brasiliano, ma soprattutto in panchina con l'arrivo di Pioli al Milan. "L'allenatore di prima (Giampaolo) era più tattico - ha raccontato Paquetà a SportMediaset -. Ero più imprigionato, dovevo stare un po' più indietro e limitato nei movimenti. Con Pioli mi sento meglio. Sono sempre stato un giocatore a cui piace toccare la palla e aggredire, e ora ho questa libertà di inserirmi e stare più vicino alla porta che prima non avevo. Mi sento molto più a mio agio e sento la fiducia del mister che mi consente di rischiare qualche giocata in più per poter vincere la partita".

Anche contro la Spal il brasiliano ha avuto diverse occasioni per trovare il gol, senza trovarlo. Rispetto al passato però è più nel vivo della manovra e l'imprevedibilità offensiva dei rossoneri ne giova: "Senza dubbio è stata la mia miglior partita col Milan, ma credo di poter fare meglio e voglio fare di più. Mi è mancato solo il gol, ma farò il possibile per finalizzare meglio nelle prossime partite - ha continuato Paquetà -. A me piace stare più vicino alla porta e Pioli me lo permette".

Qualche difficoltà per calarsi pienamente nel calcio italiano il numero 39 del Milan l'ha incontrata: "La differenza principale con il campionato brasiliano è sicuramente nell'intensità e nell'atteggiamento tattico con cui due squadre si affrontano. In Brasile non c'è molta tattica, si gioca di più mentre qui è una partita a scacchi. Devi stare attento a tutto ed è questa la grande diversità".

Sul ruolo in campo di Paquetà però ci sono diverse correnti di pensiero: chi lo vede esterno, chi mezzala e chi trequartista classico. Il brasiliano però ha le idee chiare: "A me piace giocare da centrocampista centrale, anzi da trequartista come dite voi. In realtà però mi piace giocare dove ho più libertà, il resto per me è lo stesso. Mi piace giocare libero senza dimenticare la responsabilità che ho in campo, è fondamentale per esprimere il mio calcio".

I tre punti contro la Spal potrebbero rappresentare un nuovo inizio per il Milan sotto la guida di Pioli e la Lazio, in questo senso, sarà un test fondamentale: "Dobbiamo pensare partita per partita - ha commentato Paquetà a SportMediaset -, abbiamo vinto l'ultima e ora pensiamo alla Lazio. Dobbiamo pensare solo ai tre punti e passo dopo passo possiamo raggiungere l'obiettivo Champions. Sono stato io prima della partita a raggruppare tutti e a dire di restare concentrati, perché l'allenatore può dire quello che vuole, i tifosi pure, ma poi scendiamo noi in campo e dobbiamo stare uniti oltre al risultato. Dobbiamo avere fiducia nei concetti dell'allenatore per poter esprimere il calcio migliore".

Il talento brasiliano però fatica a trovare il gol in rossonero: "Mi piace segnare, è bello, ma mi preoccupo più di giocare bene. Al Flamengo segnavo abbastanza, qui aspetto con ansia qualche gol in più. E' importante aiutare i compagni a fare gol, ma io voglio essere Paquetà in tutti i sensi: fare gol, assist e aiutare la squadra a vincere".

Nell'unica occasione in cui ha segnato in Italia però la gioia di Paquetà fu bloccata dalla tragedia dei ragazzini delle giovanili del Flamengo morti in un rogo nel centro sportivo in cui lui stesso è cresciuto: "E' stato un momento molto triste - ha ricordato -, mi ha fatto molto male vedere cos'era successo in quell'ambiente in cui ho vissuto da quando avevo nove anni. Sono stato svariate notti senza dormire pensando a quei poveri ragazzi, ma penso che Dio si starà prendendo cura di loro. Loro volevano arrivare dove sono arrivato io, qualcuno lo conoscevo e avevo molti amici in comune. Farò il massimo perché da lassù vedano che valeva la pena sognare".

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