Milan, Gattuso: "Temevo questa sfida. Terzo posto? Metterei la firma per arrivare quarti dietro l'Inter"

Il tecnico del Milan dopo il 3-0 all'Empoli: "I musi lunghi? E' giusto che ci siano"

Milan, Gattuso: "Temevo questa sfida. Terzo posto? Metterei la firma per arrivare quarti dietro l'Inter"

Con il 3-0 all'Empoli il Milan ha consolidato il quarto posto in classifica, potendo guardare con serenità all'andata della semifinale di Coppa Italia in casa della Lazio: "Non era una vittoria scontata anche perché sia Paquetà che Bakayoko non stavano bene. Non abbiamo interpretato bene l'approccio alla partita, poi nel secondo tempo ci siamo mossi di più e meglio - ha commentato Gattuso -. Dobbiamo essere bravi a essere coinvolgere il nostro pubblico con le prestazioni e la voglia di lottare su ogni pallone. Mancano tredici partite, non dobbiamo guardare alla classifica. Mi vien da ridere quando mi parlano del terzo posto, non stiamo pensando all'Inter: metterei una firma grande quanto una casa con l'Inter terza e il Milan quarta. Ci mettere una firma grande quanto lo stadio di San Siro. Non ci penso ora al derby, abbiamo il Sassuolo, la Lazio e il Chievo. Pressione? Con questa maglia, in questo stadio si sente a prescindere. Dopo un po' di anni ci giochiamo qualcosa di importante, l'importante è farlo con grande voglia".

Piatek ancora in gol, sono sette in cinque partite con la maglia del Milan, ma anche Bakayoko ha conquistato i tifosi rossoneri: "Il calcio è bello perché la gente può cambiare idea velocemente. Merito a lui, ma penso che in questo momento tutta la squadra sia cresciuta a livello di mentalità. Piatek è bravo, e anche la squadra a metterlo in condizione di segnare".

Il turnover - forzato o meno - ha dato i suoi frutti, lo spogliatoio sembra sereno: "I musi lunghi fanno parte di questo lavoro, ci sono ma va bene. Se la gente sorride quando non gioca ma non va bene. Io faccio scelte non per simpatia e do rispetto ai miei giocatori. E' giusto avere un confronto, ma voglio che tutti rispettino il gruppo. Bisogna lavorare bene e farsi trovare pronti quando si è chiamati, come Castillejo. Ho il gruppo a disposizione e faccio le mie scelte, l'importante è chiarirsi sempre e remare tutti dalla stessa parte".

La convinzione nei propri mezzi del Milan si è solidificata e si è visto contro l'Empoli: "Quando giocavamo col 4-4-2 non ero convinto, ma avevamo dei problemi perché facevamo solletico agli avversari ed eravamo prevedibili - ha ammesso Gattuso -. Faccio mea culpa per quello". I tifosi rossoneri sognano: "Non posso promettere niente a nessuno, dico solo che è una squadra giovane e abbiamo giocatori interessanti. Noi dobbiamo dare continuità a quello che facciamo e far crescere questi ragazzi. Temevo questa partita, la crescita avviene anche attraverso questo tipo di vittorie. Il secondo tempo mi lascia ben sperare".

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