Amorim e il tabù degli allenatori stranieri: solo uno è riuscito a vincere dal 2001
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Il direttore tedesco era uno degli sponsor del portoghese: se il prossimo dt non dovesse supportarlo, l'avventura dell'ex Man Utd a Milano si farebbe già in salita
Nemmeno il tempo di arrivare a Milano e già c'è da fare i conti con il primo, potenziale, problema per Ruben Amorim. Markus Krösche, a meno di clamorose sorprese, non sarà il prossimo direttore tecnico del Milan. Una notizia che i vertici rossoneri hanno appreso con grande stupore: l'accordo verbale con il dirigente tedesco, che sarebbe dovuto arrivare in ticket con il connazionale Timmo Hardung nella figura di ds, era definito in quasi tutti i dettagli. A far saltare il banco, la posizione intransigente dell'Eintracht Francoforte. Il club tedesco ha preteso un indennizzo da 10 milioni di euro per liberare il duo Krösche&Hardung, cifra che evidentemente il Diavolo non ha intenzione di pagare.
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Una notizia che crea una sorta di cortocircuito interno ai rossoneri: Krösche era l'uomo con cui Gerry Cardinale aveva deciso di affidare il nuovo corso a Ruben Amorim. Ora che è quasi certo che non sarà il direttore dell'Eintracht il prossimo dt del Milan, anche le prospettive del mister portoghese potrebbero cambiare. Soprattutto se il prossimo direttore tecnico (si parla di Devin Özek, ex Leverkusen e Fenerbahce, come prima alternativa) rossonero non dovesse apprezzare il calcio e i metodi da vero "hombre vertical"dell'ex Sporting e Man Utd.
Un ulteriore problema per Amorim, che già si troverà con diversi nodi da sciogliere al suo arrivo a Milanello. L'ambiente, sfiduciato, non ha accolto il suo annuncio con entusiasmo per usare un eufemismo (il sondaggio condotto sul nostro sito parla chiaro): se anche in dirigenza la sua posizione non fosse così stabile, l'avventura milanese partirebbe già in forte salita. Del resto erano proprio questi i dubbi relativi a scegliere un allenatore prima di aver definito gli accordi con direttore tecnico e sportivo.