Higuain: "Riporto in alto il Milan"
Le prime parole in rossonero dell'argentino: "La Juve ha detto che non dovevo rimanere, al Chelsea mi voleva solo Sarri"
Un Gonzalo Higuain orgoglioso e felice si è presentato alla stampa a Casa Milan: è il nuovo numero 9 rossonero. "Il Milan e Leonardo hanno fatto di tutto per portarmi qui: mi fa enormemente piacere, sono orgoglioso e voglio riportare il club ai massimi livelli, dove merita di stare". L'addio alla Juve e il mancato approdo in Premier: "In bianconero stavo bene, c'è stata qualche divergenza con Allegri ma niente di che. Al Chelsea mi voleva solo Sarri".
Un sms inviato a Leonardo: "Milan es top", il Milan è il top. Da quel momento, i rossoneri hanno capito che sì, prendere Higuain era possibile. Perché il fascino di San Siro e di Milanello ha letteralmente stregato il Pipita, che nella conferenza stampa ha spiegato: "In 12 anni di carriera non ho mai visto un centro di allenamento come Milanello, mi è venuta la pelle d'oca, è pazzesco pensare a quanti campioni si sono allenati lì".
Poi Higuain ha anche spiegato il suo addio alla Juventus: "Sono stato benissimo in bianconero, coi tifosi mi son trovato benissimo, abbiamo vinto scudetti e coppe. Con Allegri c'è stata qualche 'differenza', ma niente di che. Poi la società mi ha detto che non dovevo più continuare con loro e allora sono stato felicissimo, e li ringrazio, che mi abbiano dato la possibilità di venire al Milan". Certo, c'era Sarri alla finestra: "Sapete tutti qual è il mio rapporto con Sarri, ma la verità è che al Chelsea mi voleva solo lui, e nessun altro".
Higuain vestirà la 9: "Nessuna maledizione, ho già vestito maglie pesanti". E poi confessa: "Per tutta la squadra stagione scorsa ho guardato le partite del Milan e mi piaceva come giocava". Insomma, l'amore tra il Pipita e i colori rossoneri è già sbocciato.
Un'avventura importante dopo Real, Juve e Napoli. Cosa potrai dare?
"Voglio ringraziare la società Milan per il grande sforzo per portarmi qui. Mi ha motivato molto questo progetto, è una sfida bellissima per me a questo punto della mia carriera. Spero di ripagare la fiducia che mi hanno dimostrato. Arrivo in una squadra con una storia immensa, quando mi hanno chiesto di riportare il Milan in altro, per me è stato un motivo di orgoglio e ho accettato di venire qui. Spero di fare grandissime cose per il Milan, la società e i tifosi meritano di tornare dove il Milan è sempre stato".
Quanto è stato determinante Leonardo?
"Leonardo lo conoscevo già, ha inciso tanto nel mio arrivo: mi ha convinto con le sue parole, i suoi occhi mi hanno dato molta fiducia. Elliot vuole riportare in alto il Milan".
Cosa ha da dire alla Juve e ad Allegri?
"Solo grazie alla Juve, due anni bellissime lì. Allegri l'ho avuto due anni, ci sono state alcune 'differenze', ma non sono venuto qui per quello. Sono qui perché il Milan mi ha voluto".
C'è stato qualcosa in particolare che vi siete detti con Leonardo prima di chiudere la trattativa?
"Leonardo mi ha convinto, ho fiducia in questa squadra, mi piaceva già come giocava l'anno scorso. Ho giocato in squadre che puntavano alla vittoria, ma la storia del Milan è tutta fatta di vittorie, quindi questo è lo scopo: arrivare più lontano possibile. Sono molto felice di essere qui".
Hai scelto la 9, una maglia pesante...
"Ho già indossato almeno un paio di maglie pesanti. È un motivo di orgoglio e una sfida. Voglio dimostrare loro che l'investimento su di me è una cosa giusta. Se questa squadra crede di poter arrivare lontano, potrà farlo. Sono qui per questo".
Avevi capito che il ciclo alla Juve si era concluso? Il Milan era la tua prima scelta?
"La stima che ho per Sarri non è nuova. Ma era l'unico che mi voleva al Chelsea. Qui mi hanno voluto tutti, ed è questa la cosa più bella. Qui incontro Reina, conosco tanti giocatori, c'è una bellissima squadra".
L'impatto con Milanello
"Milanello è stato il campo sportivo che più mi ha colpito, è quello che un giocatore vuole vedere. Storia, tanto verde, calcio puro. C'è la struttura dell'epoca dei campioni, ti viene la pelle d'oca, è qualcosa di speciale. Ho incontrato Biglia, è un amico, bellissimo incontrarlo qui".
C'è rammarico per non poter giocare con Cristiano Ronaldo?
"Ci ho già giocato insieme in passato. Non è un rimpianto, sono molto felice di questa nuova sfida, di questa nuova avventura. Sono sicuro che andrà molto bene".
Sfida tutta argentina con Icardi, chi andrà meglio?
"La risposta è chiara, già la sai la risposta".
Avrai un sentimento di rivalsa nei confronti della Juve?
"Con la Juve ho grande affetto, ho amici e compagni. Sarà emozionante tornare a Torino".
Quanti gol o che risultati ti faranno essere soddisfatto?
"L'obiettivo personale è di provare con tutta la squadra a riportare il Milan in alto: servono i gol, convinzione e voglia di provare a vincere tutte le partite".
Ti piace sapere che giocherai con gente molto tecnica come Calhanoglu e Suso?
"La verità: guardavo il Milan e pensavo che avevano un gran reparto offensivo, hanno le caratteristiche che mi piacciono, sono qui anche per questo. Cutrone è giovane, avrà una bella competizione".
Sai di essere la stella della squadra?
"No, la stella qui è la squadra. Le partite non le vince un solo giocatore, si vince tutti insieme".
L'attacco del Milan assomiglia a quello del Napoli in cui hai giocato?
"So che hanno caratteristiche che mi piacciono, ovviamente trarrò beneficio dal giocare con questi giocatori".
C'è qualcosa che non ti è piaciuto nei due anni alla Juve?
"No, tutto è stato bello, scudetti, coppe e tifosi meravigliosi. La società ha deciso che non dovevo continuare lì, ma li ringrazio perché mi hanno fatto venire qui e sono molto contento".
Quanto può andare lontano il Milan in Europa League?
"È uno degli obiettivi, sarebbe qualcosa di straordinario. Speriamo di riuscirci".
Hai mandato un sms a Leonardo con scritto: "Milan es top"...
"La dimensione del Milan la capisci quando ci arrivi. È fantastico, l'ho capito davvero arrivando dalla Juve".
L'esordio in amichevole con il Real?
"Vediamo, decide il mister. Mi sto allenando per quello".