L'ANALISI

Milan, un tris da sogno e quando Ramos esploderà…

Continua la striscia positiva rossonera nei derby, anche Amorim festeggia la sua prima volta

di Matteo Dotto
01 Nov 2026 - 08:01
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La classifica (Inter a + 7) e la legge dei grandi numeri ("prima o poi si interromperà la serie negativa nerazzurra nei derby...") davano il Milan quasi per spacciato. Soprattutto considerato il momento, con il Diavolo fresco reduce dalla prima sconfitta in campionato (mercoledì contro il Bologna).

Invece il calcio sa sempre sorprendere. Perchè, come dicevano una volta i luogocomunisti, la palla... è rotonda. Quella palla che in meno di dieci minuti era rotolata due volte alle spalle di Martinez. La testata vincente di Pulisic e il morbido piatto di Rabiot avevano indirizzato la stracittadina in quota rossonera. Poi però la reazione interista è stata veemente. Su corner ecco spuntare la testa di Bastoni. E sempre su calcio d'angolo tanti altri brividi sotto la Curva Sud, in un primo tempo che - dopo il miracolo di Maignan sul tiro a botta sicura di Spence - Moreira ha chiuso nel migliore dei modi: con una punizione mancina tagliata e morrifera, frutto di un fallo strappato da Musah a Barella poco fuori area.

Otto derby di fila senza perdere, con 6 vittorie e 2 pareggi, danno il via alla festa rossonera di Halloween. Derby stregato per Chivu (tre sconfitte su tre), prima volta fatata per Amorim. Che cominciava a sentire una brutta aria dalle parti di Milanello. L'allenatore portoghese - recuperati Gila e Rabiot e rilanciati dal primo minuto Modric e Pulisic - rispetto alla sconfitta di mercoledì ha cambiato sei titolari su dieci uomini di campo. Unici superstiti: De Winter, Pavlovic, Musah e Ramos. Approccio della partita azzeccatissimo da parte del Milan. Due gol segnati nei primi dieci minuti, un po' di paura dopo il 2-1 di Bastoni, quindi il tris di Moreira e un secondo tempo in controllo. Detto della paratona di Maignan su Spence, c'è da sottolineare la prova quasi perfetta della linea difensiva, con Pavlovic straordinario leader di reparto. Il ritorno a grandi livelli di un Modric falso 41enne. E le scosse elettriche di un Moreira cui si possono perdonare - a forza di gol e due assist - anche quelle pause che a volte lo vedono quasi estraniarsi dalla partita. Rimane - in casa rossonera - il grande equivoco Gonçalo Ramos. Un centravanti che gioca quasi sempre e non segna quasi mai. Impegno e applicazione non mancano al portoghese. Gli attaccanti vivono di momenti: ci sono quelli d'oro che ti permettono di segnare anche magari giocando malissimo e quelli neri dove non te ne va bene una. Vero che - a parte i 19 centri segnati con il Benfica nel 2022-23 - Ramos non è mai stato un grande goleador: 27 le reti segnate in tre campionati di Ligue 1 con il Psg. Ma se e quando Amorim riuscirà ad accendere anche il suo numero 9 per il Milan potrebbero aprirsi prospettive davvero interessanti.

Avere accorciato sull'Inter a -4 (esorcizzando quell'eventuale -10 che avrebbe potuto essere letale...) consente di affrontare a testa alta e con il morale a mille i prossimi due impegni prima della sosta: quello - abbordabilissimo - di giovedì a San Siro contro il Ferencvaros in Europa League e quello - decisamente più probante - di domenica prossima a Marassi contro un Genoa rivitalizzato - comunque vada a Lecce - dai successi contro Venezia e Juventus.