Messico, proteste per la fine anticipata delle scuole in vista dei Mondiali

09 Mag 2026 - 20:33

In Messico, l'annuncio del ministero dell'Istruzione di chiudere l'anno scolastico con oltre un mese di anticipo, citando tra le motivazioni i Mondiali di calcio e l'ondata di caldo, ha scatenato l'indignazione dei sindacati degli insegnanti, dei genitori e persino dell'opposizione politica. Gli stati di Nuevo León e Jalisco, governati dal partito centrista Movimento cittadino, e quello di Guanajuato, governato dal Partito d'azione nazionale (destra), hanno annunciato che non si atterranno alla decisione del governo della presidente progressista Claudia Sheinbaum. Quest'ultima, colta di sorpresa dalle proteste trasversali, è stata costretta a chiarire che si tratta solo di "una proposta" e che "non esiste ancora un calendario definitivo". La fine dell'anno scolastico è stata per ora anticipata all'11 giugno, anziché al 15 luglio, come previsto in origine. Le madri hanno sostenuto che questo cambiamento sconvolgerà le loro abitudini, poiché molte lavorano e non hanno nessuno a cui affidare i figli. Il sindacato dei lavoratori dell'istruzione (Cnte), noto per la sua linea dura, ha sostenuto a sua volta che la decisione è stata presa perché aveva pianificato di organizzare una serie di scioperi.