Mbappé ed Ester Expósito infiammano il gossip, la prova è il derby di Madrid
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Il fuoriclasse francese si è raccontato nel podcast "The Bridge" del compagno di nazionale e di club Tchouameni: dall'addio ai parigini a quello sfiorato con i Bleus
Kylian Mbappé non parla spesso, ma quando lo fa non è quasi mai scontato nelle sue dichiarazioni. E così è stato anche nella lunga chiacchierata che la stella del Real Madrid ha concesso al podcast "The Bridge" del suo compagno di club e nazionale Aurélien Tchouaméni. Il fuoriclasse francese è andato a ruota libera su tanti argomenti: dall'addio al Psg fino a quello sfiorato alla nazionale regalando anche aneddoti sugli allenamenti con Messi.
La rivelazione più eclatante di Mbappè nella lunga chiacchierata nel podcast dell'amico è stata quella relativa al ritiro sfiorato dalla Francia. Tutto nasce a Euro 2021: "Quando ho sbagliato il rigore contro la Svizzera, hanno iniziato a chiamarmi scimmia. Per me, essere in nazionale era il massimo. Poi però la gente ti trascina giù se non segni. Ha davvero cambiato il mio rapporto con la nazionale. Durante i primi giorni di vacanza, ero uno zombie. Ero caduto rovinosamente. Quando sono arrivato in Nazionale ho vinto subito il Mondiale, ero un eroe nazionale. Mi dicevo: ”Ah, la Francia è fantastica!”. E poi all’improvviso ti arriva una cosa del genere in faccia che ti apre gli occhi". Mbappé ha ammesso di aver pensato seriamente di non vestire più la maglia della Nazionale, arrivando a confidarlo all’allora presidente federale Noël Le Graët: "Gli ho detto che non volevo più vestire la maglia della nazionale. Gioco per persone che pensano che io sia una scimmia se non segno. Non posso giocare per gente così". Una possibilità mai presa in considerazione dal numero uno del calcio francese: "E pensi di uscire dall'ufficio e che io ti dirò di sì?', mi disse: 'Sbagliato'".Un confronto decisivo che, alla fine, lo ha portato a ripensarci, ma senza cancellare una ferita rimasta profonda.
Il fuoriclasse francese poi ha parlato du quello che ha provato a vedere i suoi compagni del Paris Saint-Germain trionfare in Champions League nella stagione successiva al suo addio. Ma Mbappè non sembra avere rimpianti: "Se me ne fossi andato prima della fine della stagione e avessero vinto, penso che ci sarei rimasto male. Invece me ne sono andato a fine stagione, ero arrivato alla fine della mia storia a Parigi, ho fatto sette anni in cui abbiamo raggiunto quasi ogni traguardo possibile. Non aveva senso continuare. In Champions abbiamo fatto semifinali, finale, siamo arrivati ai quarti. Abbiamo fatto tutto. L'anno prima, siamo arrivati in semifinale contro il Dortmund e abbiamo perso. Ma se rigiocassimo la partita 500 volte, la vinceremmo 499 volte.”
Poi al francese viene chiesto chi fosse il calciatore più forte con cui ha giocato, domanda su cui non ha nessun dubbio: "Messi è incredibile, pazzesco. Neymar? Leo è diverso: fa tutto alla perfezione". Mbappè racconta un aneddoto sull'argentino: "Stavamo facendo degli esercizi di tiro a Parigi. Ney e io eravamo tra i migliori, al vertice del calcio mondiale: abbiamo segnato sei o sette gol su dieci tiri. Tutti sono venuti a farci i compimenti 'Wow Kylian, sei stato pazzesco, ma non hai visto Leo...'. Lui ha tirato nove volte e ha segnato nove gol identici, tutti perfettamente piazzati, e io ho guardato il portiere come per dire: ‘Ma non hai capito che tirerà li?’ È incredibile”.
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