L'allenatore John Rooney, fratello di Wayne, guida la squadra di National League all'impresa più incredibile nella storia della manifestazione
di Paolo Borella© Getty Images
"Davide batte Golia". Così, i profili social della Fa Cup, la più antica manifestazione calcistica ufficiale iniziata addirittura nel 1871, hanno celebrato l'impresa del Macclesfield. La squadra di sesta serie inglese, la National League (North), è infatti riuscita in qualcosa di mai visto in 155 anni di storia. Eliminati i detentori del trofeo Crystal Palace, campione in carica, nonostante i 117 posti di differenza nella graduatoria dell'infinito tabellone delle categorie del calcio inglese, lo scarto più ampio di sempre.
Il 2-1 firmato nel piccolo stadio locale di fronte a 5.000 spettatori in estasi che al triplice fischio hanno invaso il campo, è valso il passaggio al quarto turno della Fa Cup. Non accadeva dal 1909 che una squadra di non-league (sotto la quarta serie, ovvero semi-professionisti o quasi) eliminasse i campioni in carica, ovvero da quando lo stesso Crystal Palace fece fuori il Wolverhampton all'inizio del secolo scorso.
"Complimenti al Macclesfield, a noi è mancato tutto. Non abbiamo mostrato abbastanza orgoglio per riprendere in mano la gara", ha detto l'allenatore dei londinesi Oliver Glasner, quasi incredulo nel vedere la sua squadra, abituata alla Conference League, lasciare così il trofeo vinto solo qualche mese fa a Wembley contro il Manchester City.
Appena dopo la consueta esultanza da categorie "minori" con il karaoke in spogliatoio sulle note di "Someone like you" di Adele, i segreti dei silkmen, soprannome dal distretto industriale legato alla produzione della seta della cittadina da 50.000 abitanti a 30 chilometri da Manchester, i segreti del gruppo rivelati alle tv nazionali, mai così interessati alle sorti di questo piccolo club.
C'è il riscatto dopo una ripartenza dai piani ancora inferiori della nona serie, fin dalla rifondazione del 2020 sulle ceneri dello storico club cittadino. Ma anche qualcosa di molto più terreno, come coach John Rooney, 35 anni, fratello minore dell'ex bomber del Manchester United, Wayne, che nelle notti precedenti alla sfida sale sul trattore e spazza via la neve dal campo. D'altronde, fino all'anno scorso era lui stesso calciatore del Macclesfield, club in cui era cresciuto anche nelle giovanili.
Insieme a Rooney, a spalare la neve c'era anche capitan Paul Dawson, autore dell'incornata d'apertura, prima del decisivo raddoppio di Buckley, con risposta tardiva di Yeremy Pino per il 2-1 finale del Crystal Palace.
Dawson, 27 anni, solo pochi mesi fa ha lasciato un lavoro da supervisore nei cantieri autostradali per inseguire il sogno di fare il calciatore. Turbante in testa alla Chiellini dopo qualche duello, sorso di birra passata dagli amati tifosi dopo il successo e via verso un nuovo sogno, che sarà stabilito solo dal sorteggio dei prossimi giorni.
Sempre nel ricordo di Ethan McLeod, centrocampista del club scomparso nello scorso dicembre, a 21 anni, a causa di un incidente stradale. "Resteremo sempre uniti per lui, al di là del calcio", aveva sottolineato John Rooney prima dell'impresa che nessuno a Macclesfield mai dimenticherà.