© Foto da web | 10) Aleksandar Tirnanic (Jugoslavia): in gol in Jugoslavia-Brasile (Mondiali 1930) a 18 anni e 365 giorni
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Ottima Spagna in tutte le situazioni di gioco, anche se n mezzo al campo Pedri si fa sempre notare più degli altri
di Enzo Palladini© Foto da web | 10) Aleksandar Tirnanic (Jugoslavia): in gol in Jugoslavia-Brasile (Mondiali 1930) a 18 anni e 365 giorni
© Foto da web | 10) Aleksandar Tirnanic (Jugoslavia): in gol in Jugoslavia-Brasile (Mondiali 1930) a 18 anni e 365 giorni
Una partita si può anche steccare, due no. Almeno quando si veste la maglia rossa della Spagna. Inciampi come quello contro Capo Verde càpitano per mille motivi: ansia da prestazione, idee che si annebbiano, congiunzioni astrali. Contro l'Arabia, la squadra di Luis De la Fuente ritrova sé stessa, il suo potenziale offensivo, la sua vena realizzativa. Una vittoria che poteva essere ancora più netta, se il CT non avesse deciso di risparmiare energie fisiche e mentali una volta acquisito il risultato.
Dieci minuti di Lamine Yamal valgono già qualche migliaio di battute. Semplicemente straordinario. La prima giocata è un'azione che unisce forza e tecnica sulla destra, conclusa con un cross respinto dalla difesa. Poi un paio di dribbling che da soli meriterebbero il prezzo del biglietto. Dopo quattro minuti comincia a prendere la mira con un tiro che va a finire alto. E al decimo minuto spaccato, il primo gol al Mondiale nella prima partita da titolare, andando a chiudere con un piatto destro da un passo una grandissima giocata di Oyarzabal. È già leggenda e sono passati appena seicento secondi dal fischio iniziale. Dopo il primo tempo, il CT lo toglie per dargli un po' di riposo. Non è ancora nelle condizioni migliori, fatica a tenere la velocità oltre i trenta metri, però intanto manda il messaggio: "Ci sono anch'io". Eccome se c'è.
Se Yamal è il futuro del calcio mondiale, Mikel Oyarzabal è un ottimo presente del calcio spagnolo. Ancora stordito dagli inutili tentativi contro Capo Verde, mette da parte i complessi e inizia il suo tiro a segno. Dopo aver fornito l'assist per l'1-0, sferra la zampata di esterno sinistro che risolve una mischia e diventa il 2-0. Un paio di minuti dopo arriva anche il bis, stavolta di piatto sinistro, per appoggiare in fondo alla rete un assist di testa confezionato con grande lucidità da Dani Olmo. Prima della fine del primo tempo centra anche una traversa con la trivela. Anche per lui, come per Yamal, sostituzione nell'intervallo e appuntamento alla prossima, possibilmente con la stessa voglia.
Tra i tanti segreti di questa Spagna c'è sicuramente un centrocampo tecnico, dinamico, fantasioso e ricco di alternative. Ma tra tutti, il valore aggiunto è sicuramente Pedri, il giocatore cresciuto nella cantera del Barcellona e ormai riconosciuto universalmente come uno dei migliori d'Europa nel suo ruolo, che poi in realtà è un ruolo con varie sfaccettature. Se Rodri è il punto di riferimento per tutti, Pedri è il suggeritore dei tempi di verticalizzazione, è l'uomo che sa danzare sul pallone e lo gestisce anche nei punti nevralgici del campo. Uno di quei giocatori che ogni allenatore sogna di avere in squadra.