L'ANALISI

La faccia bella del Milan che vince sempre dopo i ko europei

Lecce, Udinese e Genoa portano in dote 9 punti dopo le tre sconfitte in Europa League contro Benfica, Bournemouth e Ferencvaros

di Matteo Dotto
08 Nov 2026 - 20:00
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© italyphotopress
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Nel Milan a due facce, disastroso in Europa e ambizioso in campionato, si conferma quello che ormai sembra un trend ben definito. Dopo le euroscoppole, ecco subito una reazione tricolore da tre punti. Era successo con il 3-0 sul Lecce dopo lo 0-2 con il Benfica, poi con il 2-0 di Udine successivo al ko inglese contro il Bournemouth e adesso dopo l'umiliante battuta d'arresto contro il Ferencvaros ecco un'altra vittoria affatto banale in casa di un Genoa reduce da tre vittorie consecutive.

Non un Milan brillante, quello di Marassi. Ma opportunista e bravo a sfruttare i regali di un Genoa difensivamente imbarazzante almeno nel primo tempo. Quando prima Vasquez e poi Traorè hanno dato il via alle azioni che hanno portato alle reti di Cisse e Pulisic. Le uniche volte, peraltro, che il Milan ha tirato nello specchio della porta...

Il numero 70 segna il suo ottavo gol stagionale (5 in campionato e 3 in Coppa) e poi è bravo nella genesi del raddoppio ad andare in pressing su Traorè per indurlo all'errore. Ancora troppe però le pause del ventenne talento arrivato dal Catanzaro e chiamato per la prima volta in azzurro da Mancini. Se giovedì era stato tra i peggiori a San Siro contro il Ferencvaros, a Genova è tornato a far vedere la sua faccia migliore. Ma certo la continuità all'interno della stessa partita non è ancora una delle sue armi migliori. Pulisic si conferma "on fire": gol del raddoppio (quarto stagionale, tutti in campionato) ma anche il pressing feroce che gli ha permesso si strappar palla al capitano genoano Vasquez e portare il Milan in vantaggio sull'asse Rabiot-Cisse.

Ancora a secco Gonçalo Ramos: ha avuto due mezze occasioni ma non le ha sfruttate. Dalla sua ha però il grande merito di servire allo stesso Pulisic l'assist affatto banale dello 0-2. Un segnale d'allarme, per Amorim, è arrivato nell'ultimo quarto d'ora: squadra troppo schiacciata, incapace di ripartire con brividi finali che potevano addirittura portare al 2-2 dopo la segnatura di Ellertsson a tre minuti dalla fine. Era un Milan in emergenza, come quasi sempre in stagione. L'assenza più pesante sicuramente quella di Pavlovic, leader difensivo che al momento non ha sostituti all'altezza. La sosta adesso servirà per rimettere in piedi il serbo e magari qualche altro infortunato eccellente.