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L'Inter è bipolare: con Bologna e Atalanta "si gioca" la ripartenza di gennaio

Tra rendimento casalingo ed esterno una differenza impressionante: gli ultimi 180 minuti pre-mondiali sono fondamentali

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© Getty Images

La media tra un'Inter da scudetto (rendimento a San Siro) e un'Inter da Conference League (rendimento lontano da casa) porta inevitabilmente alla realtà attuale: la squadra di Inzaghi ora come ora può lottare solo per un posto Champions. Al netto del match di stasera contro il Bologna (non una sfida come tante, visti i freschi trascorsi) i punti di distacco dal Napoli sono 14: potrebbero tornare a 11, ma restano un abisso. Per il secondo, terzo e quarto posto sembra invece una partita a "ciapa no" che lascia apertissimo il discorso: dal Milan all'Udinese, sette squadre raccolte in sei punti. A fare sinora la differenza in negativo per i nerazzurri è il rendimento esterno: la necessaria svolta di cui tanto si parla in questi giorni, partendo dal ko di Torino per arrivare al confronto di ieri alla Pinetina tra squadra e tecnico passando attraverso la pubblica reprimenda di Marotta, deve (e soprattutto dovrà da gennaio in poi) arrivare lontano da San Siro. L'andamento casalingo sinora è più che positivo: sei partite, cinque vittorie e una sconfitta. Con gli eventuali tre punti di stasera (tutti da conquistare contro un Bologna in salute) l'Inter sarebbe seconda - a parità di partite giocate tra le mura amiche - solo al Napoli che al Maradona ha sinora conquistato 19 punti. Anche la questione "gol subiti" non si discosta da questo andamento: i tre gol presi al Meazza fanno della difesa nerazzurra la migliore a livello casalingo assieme a quella della Juve. Il problema è che fuori casa nessuno ha fatto invece peggio dell'Inter: 16 reti incassate, una enormità. Su questi dati - giustamente evidenziati da Marotta dopo la sconfitta contro la Juve - squadra e tecnico si sono confrontati alla Pinetina. Oggi col Bologna - senza dimenticare quanto successo lo scorso aprile - occorre continuità.  Contro l'Atalanta domenica prossima serve massima discontinuità. Dopo aver perso tutti gli scontri diretti, per l'Inter pre-mondiale devono arrivare sei punti per non rinunciare soltanto alle ambizioni scudetto. Perché da gennaio possa iniziare veramente un nuovo campionato, bisogna che questo si "chiuda" senza altre cadute. Guarendo da questo strano e fortemente penalizzante bipolarismo autunnale.

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