SERIE A

Juventus, non può pensarci sempre Cristiano Ronaldo

Bianconeri in difficoltà fin quando il Genoa è rimasto in parità numerica, troppi errori sotto porta e in difesa

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C'è stato un momento, dopo il gol annullato a Cristiano Ronaldo, che il Genoa ha pensato "'è fatta". Quel convincimento, quel piccolo sollievo dopo minuti di sofferenza è stata la crepa nella quale CR7 si è insinuato per vincere il muro della squadra di Thiago Motta. Non si può dire che non sia stata una vittoria immeritata quella della Juventus ma, fino a quando gli avversari sono rimasti in parità numerica, sono venute fuori difficoltà che Sarri sperava di avere archiviato.

Fatti i dovuti complimenti ai rossoblù, ragnatela di passaggi e personalità da vendere (Andreazzoli dove aveva nascosto Agudelo?), in casa Juve c'è ancora qualcosa da rivedere. Il tour de force, di cui si è lamentato Conte per l'Inter, c'è per ogni squadra impegnata in campo europeo in questo periodo ma Sarri ha una profondità di rosa che gli consente maggiori rotazioni senza perdere troppo in qualità: e infatti il tecnico bianconero non ha calcato sulla normale fatica del secondo impegno infrasettimanale consecutivo.

Il punto, forse, sta proprio lì. In campo sono scesi - chi dall'inizio, chi a gara in corso - Rugani, Bentancur, Rabiot (pure espulso) e Ramsey ma senza lasciare particolari segni. La nota più lieta arriva da Douglas Costa ma se si arriva, come ha sussurrato Sarri, ad ammettere che con Higuain sarebbe stato più facile allora qualche problema sulle cosiddette seconde linee c'è.

Da un lato la poca concretezza offensiva, dall'altro le imprecisioni difensive (molto spesso non di reparto ma derivanti dai singoli giocatori: come Alex Sandro sul gol di Kouame). Alla fine le migliori note liete sono arrivate dalla vivacità di Dybala e dalla solita, tremenda concretezza di Ronaldo che pure un paio di occasioni le aveva sbagliate in precedenza. Ma, come ha indirettamente ha ammesso lo stesso portoghese dicendo a France Football che a lui piacerebbe giocare solo le grandi sfide di Champions, un CR7 non è per sempre, sia come dato anagrafico sia come soluzione a cui affidarsi nelle difficoltà: tocca a Sarri uscirne.

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