L'INTERVISTA

Juve, McKennie: "Volevo fortemente rimanere a Torino. Sono un numero 8"

Il centrocampista americano alla Gazzetta dello Sport: "Sono amico di Weah, spero potremo essere spesso entrambi titolari"

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Juve, McKennie: "Volevo fortemente rimanere a Torino. Sono un numero 8" - foto 1
© Getty Images

Da esubero a pedina fondamentale. E' la parabola juventina di Weston McKennie, che in poche settimane ha convinto Massimiliano Allegri. "A volte il calcio è strano. Volevo fortemente restare a Torino per poter dimostrare di essere ancora in grado di fare la differenza a questo livello - ha dichiarato il centrocampista americano a La Gazzetta dello Sport -. Durante la preparazione ho lavorato molto duramente, non sono un tipo che si nasconde quando arrivano le critiche o i dubbi su di me, anzi queste cose mi motivano ancora di più. Adesso sono contento di aver dato delle risposte". Sul suo ruolo: "Io mi vedo come un numero 8, mi piace essere nel mezzo dell’azione sia quando si attacca che quando si difende. Onestamente per me la cosa più bella è avere libertà a livello tattico. Penso di essere un giocatore che ha un buon senso della posizione e che sa farsi trovare nel posto giusto".

La sua esplosione ha messo ai margini Timothy Weah, anche se nel derby hanno giocato entrambi titolari, come 'suggerito' una decina di giorni fa dal padre di McKennie. "Tim e io siamo innanzitutto grandi amici e ci troviamo bene sia in campo che fuori - ha spiegato McKennie -. Non sono parole di circostanza, ognuno è genuinamente contento dei successi dell’altro, non ci sono gelosie tra di noi. Abbiamo anche una connection speciale in campo ed è stato molto bello partire titolari entrambi sabato nel derby. Spero la cosa possa ripetersi spesso".

Vedi anche Juve-Lazio e il caso McKennie: "Non c'è evidenza, andiamo avanti" Serie A Juve-Lazio e il caso McKennie: "Non c'è evidenza, andiamo avanti" Al rientro dagli impegni delle nazionali ci sarà un Milan-Juve a stelle e strisce: McKennie e Weah da una parte, Pulisic e Musah dall'altra. "Sì è una cosa molto bella per il calcio americano ma in questo momento siamo concentrati sulle due amichevoli che stiamo per affrontare (Germania e poi Ghana, ndr), parliamo solo di come superare il prima possibile i problemi legati al fuso orario. Di sicuro inizieremo a parlarne sul volo di ritorno in Italia".

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