Juve, Marotta: "Andiamo avanti, anche se non prendiamo i giocatori che la piazza ci chiede"

"L'obiettivo è essere in corsa a marzo per tutti i trofei a disposizione. E Bentancur..."

Juve, Marotta: "Andiamo avanti, anche se non prendiamo i giocatori che la piazza ci chiede"

Beppe Marotta è tornato a parlare in occasione della festa della Juve a Villar Perosa e ha tranquillizzato i tifosi più preoccupati. "Abbiamo a disposizione un organico molto valido e di conseguenza andiamo avanti, anche se non prendiamo i giocatori che la piazza ci chiede. Non faremo acquisti stravolgenti", ha detto il dirigente bianconero. Sempre chiari gli obiettivi: "L'obiettivo è essere in corsa a marzo per tutti i trofei a disposizione".

Il messaggio è chiaro: "Restano 15 giorni di mercato e può succedere ancora di tutto. Ma la nostra rosa già oggi è a posto, sicuramente non si realizzerà nulla di stravolgente. Tutti gli anni si dice che può essere finito un ciclo. E' normale quando una squadra vince tanto, abbiamo dimostrato, negli ultimi 6 anni, di essere un modello vincente e vogliamo andare avanti su questa strada. Se e non abbiamo fatto grandi rivoluzioni è perché questo è un gruppo molto molto forte, l'anno scorso ci è mancata solo la ciliegina sulla torta. Ma ripartiamo puntando a vincere tutte le competizioni in cui siamo in corsa. Vogliamo essere una squadra vincente, indipendentemente dal fatto che le altre società si siano rafforzate". Sul colpo di mercato più importante: "Bentancur che forse in questo momento è sottovalutato, perché è giovane, ma è un giocatore che nell'arco di questa stagione potrà trovare spazio per diventare ancora pù bravo".

Marotta lancia poi una proposta: "Stop al mercato quando inizia il primo campionato di una delle cinque leghe più importanti. Bisogna trovare un punto comune, a livello europeo, per un accordo di questo genere: il mercato è diventato logorante, va accorciato. Non si può trasformare il calcio in un Barnum con spettacoli che hanno poco a fare con il valore del gioco e con giocatori che alla prima esclusione, non si allenano e disertano gli allenamenti perche' vogliono cambiare casacca". Il caso Neymar docet: "Quando il Barcellona mise la clausola ero stupito della valutazione, ma penso che oggi anche fosse stata di 350 il Psg l'avrebbe comprato lo stesso. Ormai il valore dei giocatori si è alzato verso l'alto, anche se sono modesti. Si assiste a questa intolleranza dei giocatori che non giocano di non voler restare, ormai è finito il tempo dei calciatori bandiera ma si rischia che diventa un calcio barnum".

Marotta ha poi parlato molto di mercato e di singoli giocatori, partendo da un pezzo pregiato come Keita, in rotta con la Lazio e dato per vicino ai bianconeri: "Un'opportunità che, per condizioni contrattuali ed età, tutte le società devono tentare di cogliere, nel rispetto del presidente Lotito e della Lazio. Emre Can e Rabiot sono giocatori il cui contratto scade nel 2018, come Keita, ma che giocano titolari nelle loro squadre senza alcun dramma. Noi abbiamo fatto un'offerta a Lotito che riteniamo congrua, lui è padrone di decidere le strategie in casa propria e noi ci siamo ritirati". 

L'ad bianconero ha inoltre annunciato l'imminente ufficialità per Matuidi: "Abbiamo un accordo verbale col Psg, ha sostenuto le visite mediche, non ha avuto tempo di venire qui ma a breve sarà ufficiale il suo trasferimento". E ha blindato Alex Sandro: "Vuole rimanere qui, abbiamo respinto al mittente le richieste. Non tratteniamo gli scontenti, non c'è nessun caso, ma ci sono ancora 15 giorni per gestire eventuali richieste di altre società". 

Infine, un pronostico sul campionato: "La Juventus è favoritissima per la vittoria dello scudetto, altrettanto il Milan per la campagna acquisti dispendiosa che ha fatto". "Tra le favorite ci sono anche l'Inter, che ha trovato stabilità e il Napoli, per continuità e processo di crescita che sta dando risultati" ha aggiunto. 

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