L'INTERVISTA

Giraudo scommette su Spalletti: "Ci sono ingredienti per una Juve vincente, proprietà solida"

L'ex dirigente bianconero: "Calciopoli? La sentenza Ue riscriverà la storia"

03 Set 2026 - 08:33
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 © Getty Images

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"Oggi ci sono le premesse per tornare a vincere". Così Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus dal 1994 al 2006, parlando dell'attuale società bianconera in una lunga intervista a 'La Stampa' in occasione dei suoi 80 anni. Con l'ingresso in società di Carnevali e Massara "finalmente John Elkann ha scelto bene - ha evidenziato - La proprietà è solida e presente, il management adeguato, l'allenatore c'è, la squadra è buona. Ci sono gli ingredienti per una Juve vincente". Le manca il calcio? "Il calcio no. Ho avuto un mandato come manager e l'ho assolto, sia per la Juve che per il calcio italiano in generale. I tifosi però sì, mi mancano", ha ammesso l'ex dirigente bianconero.

Giraudo torna poi su Calciopoli: "Con Gianni e Umberto Agnelli Calciopoli sarebbe mai esplosa? Non sarebbe successo nulla di quello che è successo". A livello sportivo però Giraudo è stato radiato a vita. "Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano", ha spiegato. Il comportamento della società? "Mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la serie B, senza neanche aver letto le intercettazioni. L'errore di valutazione fu enorme".

"È cambiato il contesto in cui la storia può essere raccontata. A oggi tutti i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. Ma c'è una novità che riguarda la giustizia sportiva", cioè "la recente sentenza della Corte di Giustizia europea. Chiarisce un principio fondamentale: chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarle la legittimità". A

Con questa sentenza un giudice riscriverà la storia? "Mi stupirei del contrario. Un giudice potrà annullare una pronuncia disciplinare 'domestica' che si ritiene illegittima. Come ha sostenuto il mio avvocato Dupont, vittorioso alla Corte di Giustizia: l'attuale sistema è contrario ai principi del diritto europeo", ha aggiunto l'ex dirigente bianconero, che ha definito Calciopoli "una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell'invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. A conti fatti è stato, per invertire la formula, un topolino che ha partorito una montagna", ha proseguito: "Il topolino è la fotografia che emerge alla fine dei lunghi processi: nessun campionato alterato. Come disse Sandulli, presidente della Corte Federale, 'un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti classici'".