LE PAROLE

Di Maria: "Juve casa mia, una gran famiglia"

L'argentino prova a smentire le voci che lo vorrebbero lontano con la testa e con il cuore dai colori bianconeri. ma serve una dimostrazione sul campo

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Angel Di Maria finora non è riuscito a dare alla Juve quello che la Juve sperava. Complice un infortunio muscolare e una reazione che a Monza gli è costata due giornate di squalifica. L'argentino farà il suo rientro in campo solo in Champions League contro il Maccabi Haifa, ma le voci che lo vorrebbero già distante dai colori bianconeri trovano smentita nelle sue parole, quando gli si chiede di commentare una foto di metà luglio insieme a Dybala, Pogba, Arthur e Alex Sandro. "Questo scatto risale al mio quarto o quinto giorno in bianconero. Ebbene, sembrava che fossi alla Juventus da 4 o 5 anni. Questa foto dimostra l’affetto e quello che è in realtà la Juventus: una gran famiglia. Per me essere arrivato qui è molto più che importante: mi sento come se fossi a casa. Dal primo giorno giorno", ha detto a "433".

Vedi anche Juve, Milik "chiama" Allegri: fa coppia con Vlahovic sui social juventus Juve, Milik "chiama" Allegri: fa coppia con Vlahovic sui social IL CONCETTO DI FAMIGLIA
E quanto sia importante per il "Fideo" il concetto di "famiglia", lo spiega raccontando la sua storia. "Cosa vuol dire per me famiglia? Significa essere tutti per uno, sempre, farsi trovare pronto in ogni occasione per mia moglie e le mie figlie. Io lotto, ho lottato e lotterò sempre per loro: sono la mia forza, il mio motore. La mia infanzia è il Rosario Central, lì ho iniziato a giocare a “futbol”, lì ho cominciato ad amare il pallone, una delle cose fondamentali nella mia esistenza. Adoro i tatuaggi, tutti hanno un valore e un significato: ho i nomi di mia moglie e delle mie figlie, le iniziali di ogni membro della mia famiglia. Sulla gamba destra ci sono la casa dove sono cresciuto, il primo pallone con cui ho debuttato in Primera Division, il Monumento a La Bandera di Rosario. Tutto ciò che ho sul mio corpo è speciale. La Copa America? È qualcosa per cui ho combattuto per 13 anni: dimostra il sacrificio, la costanza e il desiderio di centrare l’obiettivo", le sue parole all'interno del programma "Deep Dive".

MA SERVONO RISPOSTE DAL CAMPO
Adesso, però, Max Allegri e la stessa Juve gli chiedono di dare il suo reale contributo alla causa bianconera e smentire, con i fatti, chi ha già bollato l'operazione come "fallimentare". Da subito perché c'è una classifica di Serie A da scalare e l'obiettivo ottavi di finale di Champions da tenere vivo sino all'ultima partita. Poi ci sarà tempo di pensare al Mondiale in Qatar ed eventualmente a cosa fare il prossimo anno.

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