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Juve-Inter, poi le altre: Longhi fa le carte alla Serie A

L'Atalanta può confermarsi in zona Champions, il Milan è un'incognita e il Napoli...

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Dopo la tremenda stagione contraddistinta dal Covid 19, il campionato riparte così come era finito, ovvero con gli stadi vuoti e non poteva essere diversamente. Ci abbiamo fatto, purtroppo, l’abitudine, come agli scudetti della Juventus, arrivati a 9 ma con la concreta possibilità della cifra tonda, perché i bianconeri puntano alla “stella” del decimo consecutivo con la consapevolezza – condivisa dagli avversari - di essere ancor più di un anno fa la squadra da battere.
 

Evitando acrobazie sulle diverse formule tattiche a disposizione di Pirlo mi riesce difficile trovare chi possa infastidire una squadra che - oltre al solito Ronaldo - avrà in squadra due tra i migliori giocatori  del passato campionato: Dybala e Dzeko.  E proprio l’arrivo del bosniaco - capace di essere prima punta, regista d’attacco, uomo assist, di spizzare il pallone sugli eventuali rilanci della difesa - sarà utilissimo a risolvere quei problemi di equilibrio tattico emersi nella passata stagione e che avevano spesso sconsigliato l’utilizzo dei tre attaccanti. Inoltre - e qui tiro in ballo la difesa -P irlo avrà, rispetto a Sarri, un Chiellini in più. E cioè quel colosso che quando è in campo giochi in 11 e mezzo e quando non c’è si finge di dimenticarsi della sua importanza (parere tutto mio, condivisibile o meno). E’ vero, c’è l’incognita Pirlo. Ma è un’incognita ben ponderata in società laddove sanno che al “Maestro” saranno concessi diversi bonus se il “bel gioco” tardasse ad arrivare e se i “nuovi” Kulusevski, Arthur e McKennie dovessero ritardare l’inserimento.

L’Inter aveva chiuso con un punto di disavanzo in campionato e con un secondo posto in Europa che inducono a sperare con comprensibile ottimismo. Ma per ora - oltre allo stagionato Kolarov - l’unica novità è il velocissimo Hakimi, destinato con i suoi prepotenti raid sulla destra a offrire ulteriore materiale realizzativo al tandem Lukaku-Martinez. Il resto è un cantiere aperto, o un aeroporto chiuso per sciopero, dove non si registrano le necessarie partenze e conseguentemente nemmeno i sospirati (da Conte) arrivi. Vidal (più vicino) e Kanté oggi non ci sono. Alla fine del mercato, si potranno tirare somme più attendibili.

L’Atalanta può fare anche meglio della passata stagione, contraddistinta da una partenza decisamente falsa. Se ritrova lo stesso Ilicic della notte di Valencia, se Romero e il talento Miranchuk si gasperinizzano in fretta, ecco che la Dea è destinata a consolidare l’attuale posizione Champions. Così come la Lazio, che ha sopperito con acquisti mirati (Fares e Muriqi) al problema della rosa corta che ne aveva condizionato il finale del passato campionato. La Roma non autorizza voli pindarici: arrivano il supertitolato Pedro e Milik, non sufficienti a riempire il vuoto lasciato da Dzeko e dall’infortunio di Zaniolo.

Ed eccoci al Milan che ha investito e molto su Ibra (7 milioni per un quasi 39enne sono comunque troppi) per mantenere inalterati gli equilibri che ne hanno permesso lo strepitoso finale di stagione.
La squadra di base è  praticamente la stessa, ma la crescita dei nuovi Tonali e Brahim Diaz potrebbe far lievitare il livello complessivo. L’unico dubbio riguarda la tenuta della squadra, che avrà il peso di una stagione lunga e massacrante per via dei preliminari di Europa League.

Infine il Napoli: ha tutto per disputare un campionato da primissimi posti e molto di quel tutto è legato al rendimento della punta Osihmen.Che sulla carta sembrerebbe più adatto a un modulo basato sulle ripartenze. Ma Gattuso dovrà smentire chi - come me - la pensa così.
Per chiudere ,due paroline elogitive le merita sicuramente la Fiorentina per via di quel centrocampo-Bonaventura, Borja, Amrabat e Castrovilli-destinato a far sognare la curva Fiesole, e non solo. 

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