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Inter, Provedel per proteggere Pepo Martinez: per Chivu una questione non più rimandabile

Il portiere spagnolo non è certo il solo colpevole del ko contro il Bruges, ma la nuova 'papera'...

14 Ott 2026 - 09:01
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Non è tempo di processi, tanto meno sommari. Riduttiva, sommaria e fuorviante per natura la ricerca di capri espiatori: quindi nulla di più sbagliato del voler mettere in croce Pepo Martinez dopo la caduta nerazzurra contro il Bruges, anche perché altrimenti altrettanto andrebbe fatto con Bastoni, Akanji, Barella, Zielinski e via dicendo, nessuno o quasi escluso, tutta l'Inter altamente insufficiente. E dunque pure con Lautaro, autore di due gol ma protagonista di un paio di errori sotto porta, uno addirittura clamoroso, che avrebbero potuto cambiare il corso della partita.

Dei problemi dell'Inter, per lo meno in Champions, si è già scritto: questioni tattiche, fisiche, atteggiamento mentale, problemi di squadra che squadra e tecnico dovranno provare a risolvere. Ma se è pur vero che per forza di cose l'errore di un portiere fa più rumore di quello di un attaccante, non si può negare che l'Inter abbia una questione da affrontare tra i pali, questione su cui Chivu, fine psicologo oltre che bravo allenatore, deve intervenire. La papera contro il Real prima, quella contro il Bruges ieri sera, diverse incertezze in campionato (con l'Udinese ad esempio) rischiano di minare - in primis - l'autostima del portiere spagnolo, capace di alternare interventi pregevoli a svarioni inconcepibili.

Chivu ha sinora giustamente protetto Pepo, come giusto che faccia un allenatore, così come fece l'anno passato con Sommer. E di certo continuerà a farlo oggi con Martinez. Forse, però, è venuto il momento perché gli conceda una pausa, se non altro per potersi ritemprare, mentalmente soprattutto. E perché non si corra poi il rischio di minare un altro rapporto di fiducia, quello con Provedel, acquistato in estate per potersi giocare il posto con Martinez ma sinora lasciato sempre in panchina, in attesa di una chiamata non ancora arrivata. Gestione delle risorse, si direbbe a questo punto. Non in nome di presunti 'salvatori della Patria', ma solo per salvaguardare, innanzitutto, l'uomo e il professionista. Anzi, gli uomini e i professionisti.