Mancini: "Non siamo i favoriti"

Il tecnico nerazzurro: "La Lazio è forte. Mercato? Nessuna operazione in vista"

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Roberto Mancini, alla vigilia della sfida con la Lazio, non si fida del momento no dei biancocelesti: "Sono forti, hanno valori importanti: dovremo essere perfetti per batterli". L'allenatore nerazzurro ha svelato 5 titolari: "Handanovic, Murillo, Miranda, Medel e Brozovic". Poi ha ancora una volta schivato il binomio "Inter-favorita" per lo Scudetto: "Juve, Napoli e una tra Roma e Fiorentina sono le migliori. I bianconeri? Sono una Mercedes".

Mancini ha spiegato anche le mosse di mercato per il prossimo gennaio: "Di sicuro non cambieremo 9-10 giocatori, ma nenache 2-3. Stiamo così, poi vediamo: se qualcuno chiederà di essere ceduto per andare a giocare di più, valuteremo. Nagatomo resta, è sempre pronto. Calleri? Non è come i giovanissimi di cui parliamo spesso, ha un'età e un'esperienza tali che potrebbe essere già adatto al campionato italiano".

Settimana di festa, di brindisi e di complimenti. Sei preoccupato per l'euforia?
"No spero che non abbiamo perso concentrazione. Lazio squadra con dei valori, anche se ha un momento difficile".

Ora avete consapevolezza che l'Inter è una delle favorite per lo scudetto?
"No, le prime tre saranno Juventus, Napoli e Roma o Fiorentina sono le favorite. Loro pensano il contrario, ma a noi non interessa".

Se l'Inter è una Cinquecento, la Juve che macchina è?
"È una Mercedes, una station wagon".

Testa già alle vacanze?
"No, i giocatori partiranno il giorno dopo, non c'è questo pericolo".

Se vincete, sarà impresa, capolavoro o miracolo?
"Quando vinci non è mai facile. Non è un problema che ci poniamo, il nostro obiettivo è un altro".

Cosa serve per vincere?
"Dovremo essere perfetti perché la Lazio ha dei valori e si può riprendere in ogni momento".

Cosa manca all'Inter?
"Dobbiamo migliorare. È diverso prendere la squadra in corsa rispetto ad inizio stagione. È stato un vantaggio valutare la squadra l'anno scorso, ci è servito per quest'anno".

La Juve va più piano, ma il vostro lavoro è stato grande.
"L'Inter era undicesima, non era normale. Ci sono annate sfortunate o di ricostruzione, ma credo che l'Inter dovrebbe stare in alto".

Inter: grosso feeling tra squadra e tifosi. È un vantaggio?
"Per raggiungere qualcosa di importante tutte le componenti che ruotano attorno al club devono essere in sintonia e avere una buona connessione. Se c'è armonia penso che possa essere di aiuto, perché poi quando perdi e ci sono momenti di difficoltà è bello avere un gruppo forte, unito".

Si aspettava che la Juve ritrovasse in poco tempo la propria identità pur con le cessioni dei big?
"Hanno fatto una serie di vittorie importanti: negli anni passati ha sempre vinto con grandi distacchi. I nuovi giocatori ci hanno messo un po' per conoscersi, ora sono in sintonia e la squadra va".

Soddisfazione e delusione dell'anno?
"La soddisfazione è essere riusciti a risalire così velocemente da posizioni non consone all'Inter. La delusione? Il menisco che mi sono fatto ieri mattina...".

Quanti ne cambia a gennaio?
"Nove-dieci? No no, sono troppi. Al momento nessuno".

Inter aiutata dalle poche partite giocate rispetto alle altre?
"Sì, abbiamo potuto lavorare in settimana e abbiamo potuto correggere tante cose".

L'Inter è la squadra meno italiana della A: è un ambiente strano?
"È da anni che è così, ormai i giocatori che sono qui sono qui da tempo. Non hanno difficoltà di inserimento. È difficile trovare una squadra di soli italiani".

Nagatomo vuole rimanere all'Inter, lo può accontentare?
"Noi ci troviamo benissimo con Yuto: è un grande professionista, è sempre allegro anche quando non gioca, è sempre pronto quando gioca. È un bravo giocatore che se vuole rimanere ci fa piacere. Nel mercato invernale non verrà venduto, poi a giugno si vedrà".

Brozovic: quanto è importante tecnicamente e tatticamente?
"È giovane, eravamo sicuri delle sue potenzialità. Sta diventando molto bravo, sta trovando il gol che ha nel sangue. Corre molto, giocatori come lui che entrano e sono subito pronti sono fondamentali".

A gennaio sono previste "telefonate" di mercato?
"Se non abbiamo problemi con qualcuno che vuole andare via per giocare, penso non faremo niente".

L'Inter fa fatica con le grandi ma vince con le piccole...
"Filotto prima del derby? Magari. Riprenderemo ad Empoli e non sarà semplice. Ma dobbiamo pensare a domani. Il girone di ritorno sarà difficilissimo. Abbiamo tutti gli scontri diretti fuori casa al ritorno, certo se si fanno sempre punti con le medio piccole è fondamentale per arrivare in altro. Poi bisogna fare punti negli scontri diretti".

L'importanza dei tifosi nerazzurri.
"Quando sono tanti e fanno il tifo, la squadra rende molto di più. Avere tanti tifosi a San Siro si sente molto".

Trapattoni, Lippi, Sacchi, Ancelotti e Capello: chi ha lasciato di più il segno e perché?
"Sacchi e Trap hanno cambiato il calcio italiano, gli altri hanno vinto tantissimo, sono i migliori degli ultimi 40 anni. Difficile dirne uno".

Qualcuno ha già chiesto di essere ceduto?
"No, no".

L'esonero di Mourinho, cosa ne pensa?
"Mourinho? Va messo in preventivo se fai l'allenatore. Ma non conosco la storia. Il Chelsea non stava andando bene, ma non era il mio interesse di ogni giorno".

Formazione, quanti ne rivela oggi?
"Handanovic, Miranda, Murillo e Medel, gli altri non li so. Il quinto? Brozovic".

La Lazio?
"Squadra forte, competitiva. La classifica non rispecchia il valore della squadra".

Dovevano arrivare Salah-Eder, sono arrivati Ljajic e Jovetic. Quanto è contento?
"Si sono ambientati, sono contento. Ljajic ne parlavamo già da maggio".

Calleri: pensa possa essere già pronto per l'Inter?
"È già diverso: gioca nel Boca, ad un certo livello. Se arrivasse in Italia adesso avrebbe bisogno di ambientarsi, ha età ed esperienza".

Tra Biglia e Candreva chi toglierebbe alla Lazio e chi farebbe comodo all'Inter?
"Sono giocatori che fanno la differenza, anche Anderson. Biglia è fondamentale, è giusto giochino tutti".

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