SORPRESE INTER

Chivu prova ad andare oltre Lautaro: i due talentini che possono sopperire all'assenza del Toro

Un mese senza Lautaro Martinez, nell'ipotesi più ottimistica. E allora Cristian Chivu si tutela con soluzioni alternative al di là dei tre attaccanti di ruolo presenti in rosa

15 Ott 2026 - 16:35
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C'è vita oltre Lautaro? L'Inter ha circa un mese per dare una risposta al quesito amletico. Il passato racconta di responsi a intermittenza. Il campo sintetico di Bodo privò i nerazzurri del loro capitano per un mese abbondante. Un frangente in cui Chivu fece tremendamente fatica. Senza il leader comportamentale e tecnico, i futuri campioni d'Italia rischiarono addirittura di compromettere la cavalcata verso il tricolore. La sua assenza si fece sentire, eccome. Diverso il rendimento di squadra dopo la doppietta contro la Roma a Pasqua e conseguente acciacco.

In quel caso, l'Inter si era sbloccata mentalmente e, trascinata da un Thuram travolgente, mise in cassaforte il double. Ed è proprio il figlio d'arte l'uomo su cui farà particolare affidamento l'allenatore romeno. Chivu ha bisogno di un Marcus responsabilizzato, in grado di raccogliere una fascia da capitano virtuale, simbolo di leadership e carisma per prendere per mano la squadra. E saranno altrettanto determinanti le seconde linee. Attaccanti che non si possono considerare di riserva, guardando le recenti prestazioni.

Pio Esposito ha caratteristiche da veterano, maturate anche con la conquistata titolarità in Nazionale. E se Bonny è quello degli ultimi ingressi a gara in corso, non c'è troppo da temere. L'unico inghippo risiede nelle rotazioni. Nel fantomatico "gioco delle coppie" viene meno una pedina (non una qualunque, chiamandosi Lautaro). E allora, dando un occhio a un calendario pieno, è naturale che le punte potrebbero dover rifiatare. La soluzione potrebbe essere fatta in casa, con Zielinski o Mkhitaryan impiegati da sottopunta alle spalle dell'unico centravanti.

Ma nel novero delle ipotesi di Chivu, c'è anche la possibilità di attingere dall'Under 23. I curriculum più pronti per certi palcoscenici, avendo già bazzicato in prima squadra, sono Mattia Mosconi e Matteo Lavelli. Entrambi hanno già esordito con l'Inter A. Chi ha messo più in mostra le sue potenzialità con i "senior" è Mosconi. 25 minuti di personalità tra Lazio e Verona (a campionato già aggiudicato) per il ragazzo di Grosio (Sondrio), vincitore da capitano dell'Europeo Under 17 nel 2024 con Massimiliano Favo ct.

Attaccante mancino che parte da sinistra per accentrarsi e concludere (spesso con successo, viste le sue statistiche a livello giovanile), il classe 2007 viene accostato a Mimmo Berardi per caratteristiche. Spesso l'allenatore di Resita lo porta con sé in panchina. L'acclimatamento non sarebbe perciò un problema per un ragazzo che ha già bruciato le tappe essendo, a 19 anni, già in pianta stabile nell'Under 23, con cui ha già segnato quattro reti in otto match di Serie C.

Aveva esordito ancor prima del compagno Lavelli, precisamente il 4 gennaio scorso nel 3-1 a discapito del Bologna. Per trovare un paragone, magari forzato, il 2006 di Vimercate è un Pio Esposito in miniatura. Fisico strutturato e capacità di giocare spalle alla porta, da lui nacque l'azione dello 0-1 nel derby amichevole di Perth. Si fece notare con altri spunti nella tournée estiva. Alcuni buoni, altri meno, tra cui anche una conclusione cestinata a tu per tu con Di Gregorio contro la Juventus. 

Ma ci sono tutti i presupposti per la crescita anche ad alti livelli. Per Matteo, detto "il Pocho" per la quasi omonimia con Lavezzi, così come per il quasi-coetaneo. D'altronde, abbiamo parlato a lungo di dare opportunità ai giovani italiani quando, altrove, i 19enni vincono i Mondiali senza sentire lo "sbalzo termico". E chissà, da oggi Chivu può fare di necessità virtù, raccogliendo dalla sua faretra frecce, anche "baby", per il suo arco.