LA CAPOLISTA

Inter, la forza del gruppo e lo strapotere di Lukaku

Conte non sbaglia il derby e stacca tutti in classifica. Rispetto allo scorso anno è un cambio di passo importante

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La proposta di Antonio Conte per la seconda parte di stagione, quella che porta dritta alla volata scudetto è semplice e, visto il risultato di ieri, quantomai efficace: gli intoccabili in campo, il contropiede, la solidità in difesa e una forma fisica vicinissima al top. L'Inter c'è. Lo ha dimostrato spaccando il derby e la stagione. Lasciando il Milan, più diretto avversario, a una distanza di 4 punti e con la prospettiva di poter controllare la classifica. Insomma, i nerazzurri ora hanno il destino nelle loro mani. 

Tutto nel calderone diventa un mix esplosivo, anche perché con un Romelu Lukaku bomber e tutto fare in campo potrebbe anche non esserci storia per le avversarie. Anche un ritrovato Lautaro Martinez non guasta. Infatti, l'Inter ha messo a segno 57 gol nelle prime 23 partite di campionato ed ha fatto meglio solo nel 1949/50 e nel 1950/51. Stagioni troppo lontane per averne un confronto serio e diretto.

Si diceva dei pilastri. Oltre a un Handanovic che ha chiuso la porta facendola diventare blindata, c'è il redivivo Perisic, l'esule tornato a essere soldato di fatica e Hakimi, un acquisto azzeccatissimo. Per non parlare di Eriksen che dal foglio di via in tasca è passato a essere a centro del progetto.
Il comandante Conte ha ridisegnato il suo 11 ideale. Rinunciando anche a qualche scelta personale. 
Lo scorso anno l'Inter del tecnico salentino era a questo punto della stagione sempre in testa con 54 punti ma insieme alla Juve che alla fine vinse lo scudetto e la Lazio a tampinare a un solo punto. Ora, appunto quella classifica è davvero diversa. Il confronto con lo scorso anno racconta anche un attacco atomico che potrà essere il verso "plus" della stagione: 48 gol rispetto ai 57 di oggi.
Ci sono anche i -4 gol subiti rispetto alla stagione precedente.
Sin qui i numeri e i confronti. Il resto lo farà il campo e le avvesarie. A cominciare dalla Juve di stasera costretta a vincere per non abdicare già a febbraio.

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