Il futuro di Spalletti con Marotta e Suning: fiducia piena, ma a queste condizioni

L'Inter guarda al futuro e lo vuole con il suo attuale tecnico. Anche perché Conte, Simeone e Mourinho...

di
  • A
  • A
  • A

Riavvolgendo il nastro della stagione in corso (con particolare focus sull'ultimo mese), l'Inter cerca di capire quali possano essere gli obiettivi e i significati dei prossimi mesi. Dal punto di vista strettamente numerico, il lavoro di Luciano Spalletti non può essere considerato negativo. La tipica frase dei suoi estimatori è "ricordatevi da dove siamo partiti". Tutto vero. Ma esiste anche un confronto con il recente passato e questo ci porta a pensare che un anno fa, di questi tempi, la Champions non c'era e in campionato l'Inter coltivava il sogno scudetto con giustificata ambizione.

Oggi la cruda realtà dice: fuori dalla Champions e lontanissimi dalla vetta in campionato. Intorno al nome dell'allenatore comincia a rumoreggiare la fazione degli scontenti, che vedono in lui la causa di tutti i mali. Ma in casa Inter ragionano in maniera diversa. All'inizio della stagione hanno prolungato il contratto di Spalletti fino al 2021 e non è una scelta facile da sconfessare. E l'arrivo di Beppe Marotta con un contratto fino al 2022 potrebbe rafforzare ulteriormente (al contrario di quanto si pensi) la posizione dell'attuale guida tecnica. I rapporti Marotta-Spalletti erano e rimangono ottimi, anche al di là dlele rivalità sportive contingenti che li hanno visti protagonisti. Al Venezia la stima si tramutò in esonero solo per l'intervento del mago Zamparini, specialista nel siluramento di allenatori. Marotta inoltre conosce talmente bene il calcio da rendersi conto di quanto siano delicati certi equilibri. Non è così facile pensare a un suo intervento deciso su decisioni drastiche di questo tipo. Anche in questo senso la linea dell'amministratore delegato e quella della proprietà sono decisamente univoche. 

Risulta però evidente che dall'Inter ci si aspetta qualcosa di diverso, soprattutto rispetto all'ultimo mese e mezzo in cui è arrivata solo una vittoria contro il Frosinone. A breve termine l'obiettivo primario è proprio quello di uscire da questo periodo di crisi e ritrovare una continuità. Ma poi bisogna guardare anche il futuro. E allora appare evidente che il minimo sindacale che viene imposto a Spalletti è la qualificazione per la prossima Champions League. Su quello non si transige, è di importanza vitale per il club. Poi ci sono dei corollari che sarebbe cosa buona e giusta attaccare a questo traguardo primario. Per esempio andare abbastanza avanti in Europa League, se non altro per tornare ad affrontare squadre importanti che poi possono essere ritrovate nella prossima edizione di Champions. Ma da Suning (e dal pubblico interista) ci si aspetta anche un cambio di atteggiamento da parte della squadra: sarebbero gradite prestazioni un po' meno remissive e un po' meno "provinciali" quando si affrontano gare di alto livello contro avversarie come Juventus, Roma, Tottenham o Real Madrid. 

Che Marotta e la famiglia Zhang tifino per Spalletti potrebbe non essere del tutto scontato agli occhi della gente, ma queste considerazioni fanno capire che è proprio questo il punto. Andare avanti (bene) con l'allenatore attuale è sicuramente meglio che ricominciare da zero. Ma poi con chi? Ovviamente i tre candidati che sono stati accostati alla panchina interista sono quelli che più di tutti potrebbero accendere la fantasia degli interisti: Antonio Conte, Diego Simeone e Josè Mourinho. Ognuno con i suoi pro e con i suoi contro. Certo Conte sarebbe l'uomo pronto per l'uso. Ha rifiutato soldi e panchine prestigiose assicurando che non prenderà una squadra in corsa. Si conoscono le sue richieste economiche: circa 10 milioni a stagione. Il rapporto con Marotta è facilmente ricucibile. Resta l'incognita sulle sue richieste di mercato, sul famoso "ristorante da cento euro" dove vorrebbe pasteggiare ogni giorno. A Madrid invece Simeone è considerato un re (e ci sono buone ragioni perché sia così) e sta trattando un rinnovo di contratto a 20 milioni a stagione, che lo farebbe diventare il dipendente più pagato dei colchoneros, più di Griezmann. Il suo affetto per l'Inter è pubblico, ma potrebbe anche non essere sufficiente. Ama mediaticamente l'Inter anche Mourinho, che alla fine della stagione verrà automaticamente licenziato con una clausola contrattuale se non va in Champions League. Anche Mou viaggia sui 20 milioni a stagione ed è abituato a mercati da 200 milioni ogni estate. Tutti nomi interessanti, ma riavvolgendo il nastro della stagione, Suning e Marotta sperano sempre e comunque che l'allenatore giusto per il futuro sia proprio Spalletti. 

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 comments