Inter, l'ultrà nerazzurro arrestato si pente: "Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi"
Proseguono intanto le indagini per individuare i responsabili di altri lanci di petardi prima del match di Cremona
"Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi". E' quanto ha detto, in sostanza, l'ultrà 19enne della curva interista finito in carcere per aver lanciato il petardo che, il primo febbraio, ha stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter. Il giovane, assistito dall'avvocato Mirko Perlino, è stato interrogato dalla gip Giulia Marozzi nell'udienza di convalida dell'arresto con flagranza differita. Ha raccontato che il lancio in campo di quella bomba carta è stata una cosa che non doveva fare, ma non ha pensato alle conseguenze, ossia che il portiere si potesse avvicinare al petardo e rimanere stordito dall'esplosione.
Nelle prossime ore la giudice deciderà sulla convalida dell'arresto e sull'eventuale misura cautelare. Il pm Francesco Cajani ha chiesto per lui i domiciliari. Dopo la decisione della gip, il fascicolo sarà trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini condotte dalla Digos, che proseguono per individuare i responsabili anche "di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell'inizio del match".