Pio e il Toro hanno risolto la partita con l'Udinese dopo avere sbloccato quella contro il Lecce: con l'Arsenal serivrà la miglior Thu-La, ma le soluzioni sono infinite
di Enzo PalladiniQuattro assi, bada bene di un colore solo. Il colore della qualità, dell’intelligenza tattica. La possibilità di combinare coppie adatte a qualunque eventualità, all’occorrenza anche dei tridenti. Nessuno come l’Inter ha un poker di attaccanti così forte in Italia, poche sono anche le squadre top europee e vantare un patrimonio del genere. Una fortuna che Cristian Chivu sta facendo fruttare e che Simone Inzaghi nei suoi quattro anni interisti non ha mai avuto a disposizione, soprattutto nell’ultima traumatica stagione in cui alle spalle di Thuram e Lautaro c’era praticamente il nulla.
L’ultima moda è la “Pio-La”, Pio Esposito più Lautaro Martinez. Il capitano e il suo giovane scudiero. L’Inter deve a loro la risoluzione del rebus Lecce, con il gol di Pio al quale ha partecipato in maniera totalmente attiva Lautaro. Poi i due hanno sbloccato, a brevissima distanza, la gara con l’Udinese, con il magistrale assist di tacco del ragazzo e l’azione di forza del leader. Quali sono i vantaggi di schierare questa coppia? Uno sicuro è la varietà di soluzioni offensive, comprese le palle alte. Poi, con questa variante, Lautaro può davvero fare il “diez”, non solo come numero di maglia ma anche come posizionamento in campo. Attaccante e centrocampista nello stesso tempo.
Nella precedente uscita, contro il Lecce, Chivu aveva schierato una coppia abbastanza inedita, formata da Thuram e Bonny. Per il momento quella meno efficace, forse perché i due hanno alcune caratteristiche simili, o forse perché semplicemente Di Francesco aveva allestito un bunker difensivo difficile da perforare. Infatti, a un certo punto è stato necessario schierare un tridente pesante. In pura teoria, la “Thu-Bo” sarebbe stata idonea ad attaccare la linea alta e un po’ lenta dell’Udinese, ma poi è andata diversamente.
L’estate scorsa le gerarchie sembravano abbastanza delineate: Thuram e Lautaro titolari di base, con Bonny alternativa al francese e Pio sostituto del capitano. Ma le chiacchiere estive, si sa, vengono azzerate dagli eventi successivi. Anche in questo, Chivu ha dimostrato di essere un allenatore intelligente e preparato nonostante la breve esperienza nella Serie A italiana, assortendo i suoi quattro assi in base alle circostanze e alle esigenze. Negli ultimi venti minuti di Udine, per esempio, si è vista anche un po’ di “Bo-La”, Bonny più Lautaro.
Per la complicatissima partita contro l’Arsenal, sembra abbastanza scontato il ritorno dal primo minuto della Thu-La. Sarà una sfida per cuori forti e andrà affrontata da campioni veri, da gente abituata a lottare per quei livelli. Possibilmente anche con quella voglia di rivincita che le ultime due gare di Champions non possono non aver lasciato nel cuore degli interisti.
Da Udine intanto, Chivu torna con altre considerazioni positive. Si è vista qualche giocata buona di Luis Henrique dopo tante prestazioni discutibili. Si è rivista la sicurezza di Sommer in alcune occasioni (tiro velenoso di Piotrowski nel primo tempo), c’è un Dimarco sempre in condizioni strepitose e viene confermata anche la buona tenuta difensiva di una squadra che ha imparato a riconoscere il pericolo, quando c’è.