terremoto arbitri

Inchiesta arbitri, Rocchi potrebbe scegliere il silenzio. L'inchiesta partita prima dell'esposto di Rocca?

La posizione di Rocchi verso l'interrogatorio del 30 aprile. Intanto spuntano nuovi retroscena sui tempi dell'inchiesta

27 Apr 2026 - 09:15
videovideo

La data cerchiata sul calendario di Gianluca Rocchi (ma anche di Andrea Gervasoni) è giovedì 30 aprile, quando l'ormai ex designatore - si è autosospeso - è chiamato a comparire davanti al pm Maurizio Ascione in procura a Milano dopo l'avviso di garanzia su tre capi d'imputazione: il caso Udinese-Parma e l'accusa di aver assegnato "arbitri graditi" all'Inter in almeno due occasioni.

Cosa dirà Rocchi al pm?

 Al momento, comunque, non è ancora chiaro se Rocchi risponderà alle domande del pubblico ministero, se rilascerà dichiarazioni spontanee o usufruirà della facoltà di non rispondere. Secondo quanto filtra, sia l'ex designatore che Gervasoni dovrebbero scegliere il silenzio. E il motivo lo spiega, tra le righe, l'avvocato dello stesso Rocchi che, in esclusiva a Pressing, ha parlato così del suo assistito: "Stiamo valutando che iniziative difensive intraprendere. Nella contestazione si fanno riferimento ad altre persone, ma non vengono indicate. Sarebbe un reato plurisoggettivo, devono partecipare più persone, eppure l'avviso di garanzia è solo per Rocchi. Sta subendo un'ingiustizia".

Quando è partita l'inchiesta?

 C'è poi il capitolo sui tempi dell'inchiesta che, a deduzione, affonderebbe le sue radici in un arco temporale ben più esteso di quanto inizialmente ipotizzato, risultando attiva da oltre un anno e quindi antecedente al dossier presentato dall'ex guardalinee Domenico Rocca. La conferma, spiega il Corriere della Sera, emerge dalle procedure tecniche adottate dal pm Maurizio Ascione: la richiesta di proroga delle indagini preliminari al Gip, necessaria per legge solo per i procedimenti già in corso da dodici mesi, colloca l'iscrizione della notizia di reato ad almeno tredici mesi fa, includendo la sospensione feriale.

Questo dettaglio cronologico è cruciale, poiché dimostra che gli inquirenti erano già al lavoro ben prima della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan del 2 aprile 2025, match finito sotto i riflettori per la presunta "schermatura" della designazione dell'arbitro Doveri. La profondità temporale dell'indagine suggerisce inoltre che la Procura possa aver fatto ricorso a intercettazioni telefoniche già nella primavera del 2025, uno strumento investigativo reso possibile dal reato di frode sportiva che oggi prevede pene fino a sei anni di reclusione, rendendo così l'inchiesta indipendente dalle recenti rivelazioni interne al mondo arbitrale.

Ma alla procura della Figc dovranno rispondere

 "Da un punto di vista sportivo, il procuratore federale Chiné ha già chiesto sabato gli atti alla procura della Repubblica di Milano e con estrema serenità istruirà questo procedimento che si basa su fatti di una certa gravità, secondo l'ipotesi dell'accusa. La procura sportiva, che ha tempi più celeri di quella ordinaria, valuterà attraverso atti d'indagine autonomi, quindi con audizioni dei diretti interessati. In ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni non si possono avvalere della facoltà di non rispondere, ma sono tenuti a rispondere a tutte le domande del procuratore Chiné. Aspettiamoci a breve attività molto incisive per valutare la fondatezza di queste ipotesi. I fatti rappresentano elementi di criticità e di profonda debolezza di un sistema arbitrale, come dimostrano la squalifica a 13 mesi del suo presidente Aia Zappi e altre situazioni di grandi polemiche e incertezze sull'utilizzo del Var e sull'effettiva terzietà, indipendenza e autonomia di tutta la categoria arbitrale". Così l'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sul caso arbitri che sta sconvolgendo il calcio italiano.

La difesa di Rocchi parla di un'inchiesta anomala, con la mancanza di soggetti relativi a questa ipotesi di concorso di frode sportiva: "È un'ipotesi plausibile e ricorrente - ha spiegato - . Al momento le persone iscritte nel registro degli indagati sono Rocchi e Gervasoni, però l'ipotesi ricostruisce un quadro in cui anche altri soggetti potrebbero aver dato un contributo alla realizzazione dell'illecito. Questa ipotesi di concorso con persone non identificate è assolutamente ammissibile, perché potrebbero esserci identificazioni di nuovi soggetti in corso di indagine". 

I giornali sportivi: lunedì 27 aprile 2026

1 di 29
© sportmediaset
© sportmediaset
© sportmediaset

© sportmediaset

© sportmediaset