La richiesta di archiviazione del filone relativo alla designazione degli arbitri avanzata dalla Procura di Milano ricostruisce la "sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati", ma "non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine".
Lo si legge nella nota del procuratore Marcello Viola in cui si sottolinea che l'istanza di archiviare il caso "distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche".