L'Atalanta lo ha acquistato a titolo definitivo investendo 22 milioni, segno che rientra al cento per cento nel progetto tecnico di Palladino
di Enzo Palladini© Getty Images
A Rino Gattuso non capita tutti i giorni di ricevere buone notizie. Anzi. La penultima in ordine di tempo poi è stata quasi ferale: niente stage per preparare i playoff mondiali, nemmeno una riunioncina di condominio per tastare il polso a qualche azzurrabile in bilico. L'ultima è un po' meglio: Raspadori torna in Italia. E ci torna per provare a tornare protagonista. L'operazione portata a termine dall'Atalanta va proprio in questo senso: Jack è stato acquistato a titolo definitivo per 22 milioni più bonus, in contemporanea a operazioni in uscita che porteranno l'attaccante azzurro ad avere (almeno in teoria) molto spazio.
Era proprio questo il problema di Raspadori: non giocava quasi mai nell'Atletico Madrid. La sua scheda stagionale parla di 12 presenze di cui una sola da titolare, contro il Maiorca (sostituito dopo 62 minuti), in totale la miseria di 226 minuti disputati nella Liga spagnola, zero gol e due assist. Davvero poco per un giocatore che nella passata stagione, pur non essendo tra i titolarissimi del Napoli di Conte, ha lasciato un segno importante nella cavalcata verso lo scudetto. Qualche soddisfazione in più, Jack se l'è tolta in Champions: due presenze, le prime due della stagione. Un assist contro il Liverpool e un gol contro l'Eintracht, poi solo panchina.
Da Simeone a Palladino passa un universo. Diverso modo di intendere il calcio, diverso approccio con i giocatori. Diverse aspettative sulle rispettive squadre, sicuramente. L'allenatore campano, che piano piano sta riportando la Dea a posizioni di abitudine gasperiniana, nella sua breve storia in Serie A ha dimostrato di apprezzare non poco calciatori con le caratteristiche del nuovo arrivato: tecnica, velocità, disponibilità al dialogo con i compagni d'attacco. Minutaggi e rendimento sono decisamente destinati a crescere e Gattuso può esserne soddisfatto.
Il cammino azzurro di Raspadori è un altro punto che lascia trasparire sensazioni positive. In Nazionale finora sono 11 gol segnati in 45 presenze, non male considerando che rarissimamente è stato impiegato da prima punta, più spesso come seconda o trequartista. Tra giugno e settembre, quindi in piena era Gattuso, Jack è andato a segno in tre gare consecutive. Segno che anche con il commissario tecnico il feeling è quello giusto.
Adesso tocca a lui. Ha aspettato l'occasione giusta, ha traccheggiato sulla Roma e sulla Lazio, non tanto perché non sentisse attrazione per quelle squadre, quanto perché sperava di trovarsi al centro di un progetto. I due club romani offrivano dei prestiti, l'Atalanta si è presentata con i contanti. Segno che ci crede al cento per cento. Così anche Gattuso può respirare, avrà la possibilità di vedere da vicino uno dei suoi pupilli, intanto tifa per il ritorno in Italia anche di Federico Chiesa, altro azzurrabile. Ci sono due mesi di passione e sofferenza, ma anche di speranza. Questo Mondiale s'ha da fare.