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L'ex tecnico anche dell'Inter si è spento nell’Ospedale Universitario di Bucarest dove era ricoverato per i problemi cardiaci accusati dopo i playoff persi con la sua Romania contro la Turchia
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Mircea Lucescu purtroppo non ce l'ha fatta. Dopo i gravi problemi cardiaci accusati dopo i playoff mondiali disputati alla guida della nazionale del suo paese contro la Turchia, l'allenatore rumeno che in Italia è stato sulle panchine di Pisa, Brescia, Reggiana ed Inter, è morto all'età di 80 anni. Le sue condizioni si erano aggravate nel giorno di Pasqua, fino al decesso arrivato mentre si trovava nel reparto di terapia intensiva presso l'Ospedale Universitario di Bucarest.
È stata proprio la struttura sanitaria della capitale rumena a comunicare il decesso, ricordando Lucescu come uno "degli allenatori e giocatori di calcio rumeni di maggior successo, il primo a qualificare la nazionale rumena per un campionato europeo, nel 1984. Intere generazioni di romeni sono cresciute con la sua immagine nel cuore, come simbolo nazionale".
L'ex commissario tecnico della Romania aveva lasciato da poco la panchina della nazionale per problemi di salute. Il tecnico rumeno era stato colto da un malore lo scorso 29 marzo mentre dirigeva un allenamento in vista dell'amichevole contro la Slovacchia, disputata il 31 marzo. Trasportato in ospedale, le sue condizioni sembravano in miglioramento, ma venerdì 3 aprile è stato colpito da un infarto miocardico acuto. Ricoverato all'Ospedale universitario d'emergenza di Bucarest, il quadro clinico è peggiorato a causa di gravi aritmie, rendendo necessario il trasferimento in terapia intensiva e l'induzione del coma farmacologico. Oggi il decesso.
Nato nel 1945, Lucescu è stato prima calciatore e capitano della Romania, partecipando al Mondiale del 1970, e poi allenatore di lunghissimo corso. In panchina aveva iniziato nel 1979 come allenatore-giocatore al Corvinul Hunedoara, per poi diventare Ct della Romania negli anni Ottanta, guidandola alla prima partecipazione a un Europeo. In Italia aveva vissuto esperienze alterne: dopo l'esordio al Pisa nella stagione 1990-91, si era rilanciato al Brescia, conquistando due promozioni in Serie A. Brevi parentesi anche alla Reggiana e all'Inter. All'estero ha costruito gran parte della sua leggenda: dal trionfo in Supercoppa Europea con il Galatasaray alla lunga epopea con lo Shakhtar Donetsk, con cui ha vinto 21 trofei nazionali e la Coppa Uefa 2007-08, fino ai successi con Dinamo Kiev e Besiktas. Nell'agosto 2024 aveva accettato un'ultima sfida tornando alla guida della Romania, chiudendo così un cerchio lungo una vita. Commovente il ricordo della Federcalcio romena: "È morto un uomo che è stato più di un allenatore, colui che ci ha insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma un modo di vivere con dignità. Mircea Lucescu è stato un modello per decine di generazioni, un uomo che amava il calcio più di se stesso. Ci restano i ricordi, le lezioni di vita e l'eleganza inconfondibile con cui camminava in ogni stadio del mondo. Di una cosa sola siamo convinti: se dove ti trovi adesso c'è un campo da calcio, lo troverai sicuramente. Grazie di tutto, signor Lucescu! Riposa in pace".