E' arrivato il giorno tanto atteso dal calcio italiano. A Roma si elegge il nuovo presidente della Figc, che prenderà il posto di Gabriele Gravina. A giocarsi la poltrona saranno Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, con l'ex numero 1 del Coni e dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026 grande favorito.
"Sarebbe incredibile che dopo le dimissioni del presidente Gravina si ricostruisse lo stesso consiglio federale senza avere un confronto sui contenuti perché il problema non è la qualità della persona". Così il candidato alla presidenza della Federcalcio Giancarlo Abete arrivando all'hotel Astoria per l'assemblea elettiva della Figc. "Ovviamente Giovanni Malagò è una persona di grande qualità. Il problema è semplicemente sciogliere dei nodi che non sono stati sciolti. Fortunatamente in federazione il presidente non ha il potere di Trump e quindi come tale c'è tutta la dimensione collegata al valore della presenza e dei contenuti delle componenti. Noi abbiamo un diritto di veto, abbiamo un diritto di intesa. Abbiamo quindi un ruolo centrale da parte dei componenti del Consiglio federale e quindi come tale questo ruolo va esercitato", ha aggiunto il numero uno della Lnd.
"Ogni volta che si viene eliminati dal mondiale continuare nello stesso modo senza un'assunzione di responsabilità non fa bene al mondo del calcio, questo è il senso della mia candidatura", ha sottolineato. "L'assemblea è sempre una ripartenza e quindi è importante gettare dei semi che consentano poi di avere un dialogo senz'altro sempre costruttivo con tutte le componenti, ma anche dei momenti di confronto", ha concluso Abete.