EUROPA LEAGUE

Europa League: il Manchester United pareggia in Belgio, Ajax ko sul campo del Getafe

Per i Red Devils 1-1 in rimonta con il Bruges, lancieri sconfitti 2-0. Crolla il Salisburgo: l'Eintracht vince 4-1

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Il Manchester United sul campo del Bruges non va oltre un 1-1 che comunque permette di guardare con ottimismo al passaggio del turno in Europa League: succede tutto nel primo tempo, con Martial che risponde a Dennis. Male l'Ajax, sconfitto per 2-0 dal Getafe (in gol Deyverson e Kenedy). Il Salisburgo crolla a Francoforte (l'Eintracht vince 4-1 con tripletta del giapponese Kamada), vincono in casa Sporting (3-1 sul Basaksehir) e Shakhtar (2-1 sul Benfica).

BRUGES-MANCHESTER UNITED 1-1
Un pareggio importante al termine di una serata tutt'altro che indimenticabile. Lo raccoglie il Manchester United a Bruges, dopo aver tremato con i padroni di casa per mezz'ora e non essere riuscito a vincere nel secondo tempo. Ma il passaggio del turno è assolutamente a portata di mano in vista del ritorno a Old Trafford. La partita sembra cominciare in maniera molto complicata per il Manchester United, che impegna Mignolet con una bella iniziativa di Andreas Pereira ma poi si ritrova in svantaggio di un gol al 15': addirittura è Mignolet a pescare Dennis Bonaventure con una rimessa dal fondo, con il compagno che sfugge in mezzo ai due centrali dei Red Devils per poi battere Romero in uscita con un morbido pallonetto. Lo United subisce psicologicamente lo svantaggio, tanto che Vanaken e Rits potrebbero anche raddoppiare. Poi Romero si prende una rivincita sullo stesso Bonaventure impedendogli con una prodezza di completare la doppietta. Ma quando sembra non lontano dal tracollo, il Manchester United si ricompone e sfruttando anche una leggerezza del Bruges riesce a pareggiare: avviene al 36', quando su una rimessa laterale a proprio favore Mekele si fa prendere in velocità da Martial che batte Mignolet in uscita. E ancora lui spaventa Bruges con una botta che si infrange sul palo. I belgi riescono però a mettersi alle spalle la grande paura e tornano ad attaccare in avvio di ripresa, con il solito Dennis che impegna nuovamente Romero. Martial continua a essere il più pericoloso dei suoi, prima di lasciare posto a Ighalo. Dopo un altro brivido per i Red Devils (a lato la conclusione di Kossounou), il finale è tutto di marca Manchester United, ma Bruno Fernandes, Williams e Lingard non riescono a trafiggere Mignolet.

GETAFE-AJAX 2-0
Partita dai nervi tesi al Coliseum Alfonso Perez di Getafe, dove i padroni di casa annichiliscono un Ajax quasi troppo brutto per essere vero e che sparisce al cospetto di una squadra dal pedigree certamente meno pregiato, ma che per una notte regala una lezione di calcio a una squadra storicamente composta da maestri. Che però nella trasferta madrilena rimangono ammutoliti e, per dirla in altri termini, mai in partita. La serata inizia con un Getafe propositivo e un Ajax molto falloso, forse sorpreso dalla vena di un'avversaria che comunque non per caso sta incantando in una campionato difficile come la Liga. E infatti sono di Cucu e Deyverson le prime grandi occasioni del match, poi Mata mette fuori di un soffio con un colpo di testa da ottima posizione. La continuità in avanti del Getafe viene quindi premiata al 38', quando al termine di un'azione tutta di prima Deyverson raccoglie l'assist di Olivera e trafigge Varela. Nella ripresa ci si aspetterebbe un Ajax all'arrembaggio, ma così non è. Anzi, in campo si assiste a un'autentica parata di cartellini gialli e un match che diventa sempre più brutto da vedere. Il dato più impressionante è l'assenza totale di tiri nello specchio della porta da parte dell'Ajax, che se non altro nei minuti conclusivi manda Van de Beek a crossare in area un fendente su cui non arrivano compagni. E alla fine la firma del 2-0 di Kenedy al 93' rende giustizia al Getafe e soprattutto a un Ajax che non ricorda nemmeno lontanamente la squadra che incantava di questi tempi non più indietro di dodici mesi fa.

EINTRACHT FRANCOFORTE-SALISBURGO 4-1
Senza Haaland è un altro Salisburgo e se ne accorge quasi subito un Eintracht che non ha alcun problema a travolgere gli austriaci, che pure tanti applausi avevano attirato nella fase a gironi di una Champions League in cui a lungo avevano sperato anche nel passaggio del turno. E invece a Francoforte va in scena una partita che vede realmente in campo una sola squadra, come il risultato finale aiuta a capire. E infatti già al 12' Kamada, colpevolmente dimenticato in perfetta solitudine a centro area, porta in vantaggio i tedeschi per poi concedere il bis al 43': in questo caso è Sow a lanciarlo in un contropiede concluso con un dribbling irresistibile su Onguene e scavetto su cui Stankovic non può nulla. La ripresa non cambia il tema della partita, con Kamada che cala il tris al 53' con un preciso colpo di testa su assist di N'Dicka. Ma anche in questo caso il giapponese era completamente solo in area. L'Eintracht capisce il momentaccio del Salisburgo e chiude definitivamente il discorso qualificazione al 56' con Kostic, che batte di nuovo Stankovic concludendo un contropiede fatto partire da André Silva (in prestito in Germania, ma ancora di proprietà del Milan). Poco cambia il fallo commesso all'84' da Sow, che genera il rigore trasformato da Hee-Chan Hwang: il bel Salisburgo di inizio stagione sembra proprio non esserci più.

CLUJ-SIVIGLIA 1-1
Trasferta complicata in terra rumena per il Siviglia, che nello stadio intitolato a Constantin Radulescu attacca con costanza ma senza precisione, raccogliendo solo nel finale un sudatissimo pareggio che eviterà uno sforzo non indifferente nella sfida di ritorno. Nei primi minuti è in realtà proprio il Cluj a cercare di aggredire i più blasonati avversari (Deac e Omrani si rendono pericolosi in avanti), poi cresce il Siviglia che però non accompagna all'insistito possesso palla concrete occasioni da gol. Dopo il ventesimo arriva quindi la prima parata di Arlauskis, su colpo di testa di De Jong preciso ma troppo centrale. A dieci minuti dall'intervallo lo stesso olandese centra la traversa per il Siviglia, che esattamente come nel primo tempo soffre i padroni di casa in avvio di ripresa. E così al 59' la deviazione di braccio in area di Koundé viene punita con un calcio di rigore per il Cluj, puntualmente trasformato da Deac (sebbene Vaclik quasi tocchi il pallone). I padroni di casa cercano di controllare il vantaggio, ma con il trascorrere dei minuti ci riescono sempre più a fatica. E così il sudatissimo pareggio andaluso arriva all'82', con il solito De Jong che serve En Nesyri in piena area e il compagno (appena entrato in campo) che può depositare il pallone nella porta vuota. Dopo qualche istante di esitazione anche il Var conferma la bontà del gol, e il Siviglia può guardare al passaggio del turno con rinnovato ottimismo.

COPENHAGEN-CELTIC 1-1
Il Celtic punta a mettere in cascina la qualificazione nella trasferta di Copenhagen, ma i padroni di casa riescono a rimontare l'iniziale svantaggio e sfiorano anche la vittoria. Finisce quindi in pareggio, lasciando tutto aperto in vista del ritorno a Glasgow. Ospiti in vantaggio al 14', quando Edouard viene servito in area da McGregor e trova un rasoterra imparabile: giusto premio per un inizio di partita in cui già due volte aveva sfiorato il gol (bravo Johnsson a impedirglielo). Poi cresce però il Copenhagen, con Oviedo che manca di poco la porta superata la mezz'ora. Il pareggio viene quindi firmato da N'Doye al 52', con un colpo che centra il palo prima di infilarsi in rete. I danesi puntano quindi al colpo grosso e lo sfiorano nel finale, quando Christie concede un rigore che però Stage fallisce al 79', andando a centrare il palo che strozza in gola l'urlo di gioia agli oltre 30mila del Telia Parken.

SHAKHTAR DONETSK-BENFICA 2-1
Succede tutto nella ripresa a Kharkiv, nella sfida tra deluse della scorsa Champions League (entrambe sono state retrocesse in Europa League in una convulsa ultima giornata dei gironi). E così dopo un primo tempo favorevole allo Shakhtar ma concluso a reti bianche (il gol di Marlos viene annullato dal Var per fuorigioco), nella ripresa arrivano anche i gol. Che peraltro lasciano completamente aperti i discorsi qualificazione in vista del ritorno in quel di Lisbona. Lo Shakhtar sfiora infatti due volte il vantaggio con Junior Moraes e poi Ismaily (che colpisce il palo). Lo trova quindi con Alan Patrick, che al 56' conclude nel migliore dei modi una splendida azione di squadra dei suoi. Il gol sveglia improvvisamente il Benfica, che pareggia con Tavares il conto dei gol annullati dal Var e poi pareggia anche la partita, grazie al rigore trasformato da Pizzi al 67'. Il punteggio resiste però solo per una manciata di minuti, dato che al 72' Kovalenko riporta in vantaggio gli ucraini arrivando puntuale sull'assist dell'ottimo Junior Moraes. E a vincere è lo Shakhtar, ma il Benfica è tutt'altro che fuori da questa Europa League.

SPORTING-BASAKSEHIR 3-1
Troppa differenza di valori in campo, forse, quella denunciata da Sporting e Basaksehir, con la squadra di Lisbona che sin dai primissimi minuti aggredisce gli avversari e di fatto non permette loro di restare mai in partita. Così i lusitani si portano in vantaggio già 120 secondi dopo il fischio d'inizio, quando Acuna batte un calcio d'angolo e il capitano Coates in mischia piazza la zampata che vale l'immediato vantaggio. I turchi però non trovano il modo di reagire, tanto che le circostanze in cui rischiano di subire il raddoppio già nella prima mezz'ora sono innumerevoli (Gunok è decisivo su Cabral, Battaglia e Vietto). Poi al 27' Cabral insacca, ma il Var annulla. Il portiere ospite dice di no ancora una volta a Vietto, ma nulla può al 44', quando Sporar lo batte con un rasoterra su assist della vecchia conoscenza della serie A Ristovski. Il monologo biancoverde prosegue anche nella ripresa, con Vietto che finalmente riesce a battere Gunok al 51' al termine di un'irresistibile penetrazione dalla sinistra. La qualificazione dello Sporting sembra in tasca, ma viene in parte riaperta da Neto, che concede al 77' un rigore che Visca trasforma. E il Basaksehir può ancora sperare nella rimonta quando si giocherà il ritorno a Istanbul, anche perché nel finale Bolasie sfiora il poker, ma il suo siluro dalla distanza finisce contro la traversa.

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