Figc, ammesse le candidature di Malagò e Abete alla presidenza. Depositati i programmi
Il 22 giugno sfida tra l'ex numero uno del Coni e il presidente della Lnd, esclusa la candidatura di Renato Miele. Chiellini e Gama candidati a consiglieri
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La Figc ha accettato le candidature presentate da Giovanni Malagò e Giancarlo Abete per il ruolo di presidente in vista della prossima elezione del 22 giugno. A renderlo noto è la stessa Federcalcio attraverso un comunicato sottolineando come Abete e Malagò hanno depositato la candidatura, corredata dai rispettivi programmi, entro il termine stabilito dal regolamento, 40 giorni prima dell'assemblea elettiva convocata per lunedì 22 giugno (ore 8.30 in prima convocazione, 11 in seconda convocazione) presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel.
La candidatura di Abete è stata sottoscritta dalla Lega Nazionale Dilettanti, mentre quella di Malagò dalla Lega Calcio Serie A. Non è stata ammessa, invece, la candidatura al ruolo di presidente federale da parte di Renato Miele in quanto priva del necessario accredito da parte di almeno la metà più uno dei delegati assembleari di almeno una Lega o una componente tecnica. Insieme alla candidatura, poi, sia Malagò che Abete hanno presentato anche i propri programmi elettorali.
Chiellini e Gama candidati a consiglieri federali
La Figc ha reso noto anche le Candidature alla carica di Consigliere Federale. In rappresentanza della Lega Calcio Serie A: Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta. In rappresentanza della LNP Serie B: Antonio Gozzi. In rappresentanza della Lega Pro: Giulio Gallazzi e Donato Macchia. In rappresentanza della Lnd: Daniele Ortolano, Ilaria Bazzerla, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini, Giuliana Tambaro. In rappresentanza degli atleti: Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno. In rappresentanza dei tecnici: Giancarlo Camolese e Silvia Citta.
Elezioni Figc, il programma di Malagò
Il programma di Giovanni Malagò, pubblicato sul sito della Figc alla pari di quello del rivale di elezioni Giancarlo Abete, delinea in modo chiaro il ruolo della Figc: "La Federazione deve accompagnare la Serie A senza invadere l'autonomia della Lega, ma assumendo il ruolo di garante dell'interesse generale. La crescita della massima divisione deve produrre benefici sull'intera piramide. Per questo le politiche federali dovranno collegare licenze nazionali, investimento nei vivai, sviluppo del calcio femminile, ammodernamento degli impianti e sostenibilità economica. Una Serie A più forte non è in contraddizione con un sistema più equilibrato: al contrario, senza una base solida la stessa competitività della massima divisione si indebolisce nel medio periodo".
Poi spazio a temi globali: "Il tema dei diritti audiovisivi è centrale, ma non sufficiente. Il valore del prodotto va difeso contrastando la pirateria, ampliando te piattaforme di distribuzione internazionale e migliorando l'esperienza allo stadio. La Serie A deve diventare una Lega più globale senza perdere la propria identità italiana: qualità tecnica, cultura tattica, storia, territori, rivalità sportive e stile devono essere organizzati come parte di una narrazione commerciale unitaria. La Presidenza federale dovrà sostenere questa agenda con una forte interlocuzione istituzionale su impiantistica, fiscalità, sicurezza, tecnologia e tutela dei contenuti, affinché la crescita della Serie A diventi crescita dell'intero sistema".
Elezioni Figc, il programma di Abete
"Risponde" a distanza Giancarlo Abete, che allarga lo sguardo agli ultimi 8 anni, quelli dei tre Mondiali mancati, interrogandosi sull'effettiva utilità delle seconde squadre: "L'impianto professionistico nel nostro Paese ha determinato in periodo di commissariamento nel 2018 la nascita delle seconde squadre. È un progetto risultato sempre poco chiaro in termini di utilizzo dello strumento, di punti di caduta collegati al numero delle seconde squadre legittimate ad entrare nei campionati professionistici di Serie C, di utilizzo di giovani italiani in un numero insufficiente rispetto agli obiettivi del progetto, al meccanismo delle promozioni/retrocessioni".
Le leghe del calcio italiano avrebbero bisogno di altro: "È un percorso che va chiarito e definito con una programmazione adeguata nel rispetto delle esigenze della serie B, della Serie C e della Serie D che navigano a vista nel recepire in uno spirito di sistema, ma di non condivisione, un progetto che non ha mai avuto programmazione pluriennale e che determina al momento più opportunità per le società interessate che non utilità per il sistema calcio e per tutte le Componenti di B, di C e D, all'interno delle quali si registrano o si possono registrare situazioni modificative degli equilibri esistenti prive di un significato strategico".