Dossieraggio su Gravina: vertice tra pm, nodo competenza e manca la querela

Il fascicolo che riguarda il presidente della Figc, al momento, è ancora un modello 45 e cioè senza ipotesi di reato e indagati

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Dossieraggio su Gravina: vertice tra pm, nodo competenza e manca la querela - foto 1
© Getty Images

È in programma un incontro tra il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, e i titolari del procedimento su "presunte attività illecite poste in essere da Gabriele Gravina", presidente della Figc, per fare il punto sul futuro del fascicolo. Un procedimento, spiegano all'ANSA fonti qualificate di piazzale Clodio, che al momento è ancora modello 45 e cioè senza ipotesi di reato e indagati. Gli inquirenti chiariscono che per contestare l'appropriazione indebita, fattispecie ipotizzata oggi da alcuni quotidiani assieme al riciclaggio, è necessaria una denuncia di parte che allo stato non è presente nel fascicolo di indagine. Nel corso del vertice affrontata anche la questione della competenza territoriale e in particolare il segmento di indagine che riguarda l'acquisto di un appartamento a Milano da parte del presidente della Figc.

Il caso "dossieraggio" coinvolge anche il mondo del calcio. Tra gli "spiati" ci sono anche Andrea Agnelli, Cristiano Ronaldo, Massimiliano Allegri e Gabriele Gravina, vittime di accessi abusivi effettuati per ordine del pm antimafia Antonio Laudati e del finanziere Pasquale Striano. Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone ha trasmesso ai colleghi di Roma il fascicolo su Gravina, chiamato a chiarire alcune operazioni sospette emerse proprio dalle verifiche sulle banche dati quando era alla guida della Lega Pro (Serie C) prima di diventare presidente della Figc. Appropriazione indebita e riciclaggio: sono queste le ipotesi di reato - secondo quanto riportato dal Corriere della Sera - su cui sta ora procedendo la Procura di Roma. L'indagine riguarda presunte irregolarità nell’assegnazione del bando del 2018 per il canale tematico della Lega Pro di calcio alla Isg Ginko e un'operazione di compravendita di una collezione di libri antichi. 

In particolare - come detto - la Procura di Roma indaga su presunte irregolarità nell'assegnazione del bando nel 2018 per lo sviluppo del canale tematico della Lega Pro (Serie C) vinto dalla ISG a cui si affianca Ginko, un'azienda connessa con la società di comunicazione Assist Group di Gianni Prandi. Da questo bando (ipotesi ancora da verificare) Gravina avrebbe incassato un "extrabudget" pari a una cifra tra 250 e 350 mila euro, con i quali avrebbe acquistato a Milano un appartamento, poi intestato alla figlia della sua compagna. Per nascondere il passaggio del denaro, almeno due intermediari avrebbero utilizzato due opzioni di acquisto per libri antichi, in realtà mai esercitate. Il Corriere della Sera in edicola oggi, riporta che i reati ipotizzati sono quelli di appropriazione indebita e riciclaggio, escludendo quello di corruzione perché il presidente della Lega Pro (quale Gravina era ai tempi) non è un pubblico ufficiale. Per l'attuale presidende della Figc si tratterebbe invece di "operazioni separate e trasparenti". 
 

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