Le Leghe calcio europee contro l'Italia: "Troppi 4 posti in Champions"

Le richieste saranno presentate all'Uefa il 3 dicembre. "In 26 anni, la metà dei proventi solo a 14 club"

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L'associazione delle leghe calcistiche europee (Epfl) e' "fortemente contraria" alla riforma della Champions League e chiede all'Uefa di tornare "a un format più equo", riservando uno spazio minore alle rappresentanti di quei paesi (fra i quali c'è l'Italia) che attualmente hanno quattro posti garantiti. Ma la serie A e la Bundesliga votano contro.

Questo l'annuncio fatto al termine della riunione del direttivo, che ha anche chiesto di 'proteggere' in futuro i fine settimana, riservandoli solo alle partite dei campionati nazionali, escluso ovviamente il sabato in cui si gioca la finale di Champions.
Il gruppo delle 28 leghe calcistiche che fanno parte di questa associazione ribadirà le proprie posizioni in vista dell'esecutivo dell'Uefa del prossimo 3 dicembre a Dublino, in cui si parlerà dei possibili cambiamenti delle competizioni europee, con la possibile creazione di una terza competizione, anche questa a 32 squadre.
L'Epfl lavora comunque in particolare sul fronte della Champions, che deve essere "più equa" e garantire "maggiori profitti" a tutti, e non solo ai club inglesi, italiani, spagnoli e tedeschi, che hanno già fatturati maggiori rispetto al resto della concorrenza. Così si determina quindi un deleterio impatto sull'equilibrio competitivo e sullo sviluppo del calcio professionistico nel suo insieme".

"Un cambiamento è assolutamente necessario - ha detto il segretario generale dell'associazione, George Pangl -, basti pensare che il 48% delle somme elargite dall'Uefa in Coppa Campioni e Champions dal 1992 a oggi è andato a soli 14 club. Così la competitività viene meno". Ed è anche stato fatto notare che dopo la vittoria in Champions del Porto di Mourinho, nel 2004, la Coppa è sempre andata a un club delle quattro maggiori leghe.

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