IL PROFILO

Coltescu, duro in campo e vita difficile: ritratto dell'arbitro che ha indignato il calcio

Le frasi razziste durante Psg-Basaksehir sono solo l'ultimo episodio di un anno complicato per il direttore di gara romeno

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Col passare delle ore la posizione di Sebastian Coltescu si complica dopo le espressioni razziste rivolte al camerunese Webo durante Psg-Basaksehir, gara prima sospesa e poi rinviata dopo il rientro delle squadre negli spogliatoi per protesta. Il direttore di gara romeno, infatti, ora rischia la radiazione e la brusca interruzione di una carriera arbitrale iniziata 16 anni fa. Carriera segnata dalla fama di "duro" in campo e da diversi problemi personali e drammi familiari

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Ma andiamo con ordine. Ingegnere 43enne di Craiova, Coltescu è un arbitro internazionale da sedici anni. Promozione arrivata dopo 355 presenze nei campionati nazionali e una certa facilità a distribuire cartellini gialli. Con oltre 2mila ammonizioni in carriera, in patria Coltescu si è costruito infatti la fama da "duro", finendo anche nel mirino della critica per alcuni arbitraggi molto discussi, tra cui un difficile 0-0 tra Gaz Metan e Brasov che gli costò la sospensione per un intero girone di campionato.

In Europa Coltescu ha diretto partite di Champions ed Europa League, ma dopo la bufera di Parigi, ora la sua carriera col fischieto in bocca sembra giunta al capolinea. Dopo le clamorose frasi razziste, infatti, nei suoi confronti sono subito arrivate dure condanne da ogni parte. Stampa romena compresa, che ha subito puntato i riflettori sul direttore di gara e su alcuni episodi complicati della sua vita non solo professionale, ma anche privata. Secondo quanto si apprende, dodici anni fa Coltescu finì al centro dell'attenzione mediatica locale per un tentato suicidio su cui per giorni cercarono di indagare giornali e tv, ipotizzando presunte delusioni amorose e invidie professionali alla base del gesto.

Vicenda che ha contribuito a creare un certo alone di mistero attorno al personaggio e che oggi è tornata d'attualità insieme anche ad altri episodi che nel 2020 hanno segnato profondamente la vita dell'arbitro 43enne. Per Coltescu, infatti, gli ultimi mesi sono stati un vero incubo. Il direttore di gara ha perso entrambi i genitori per un male incurabile e, dopo il fallimento del primo matrimonio nel 2007, è stato lasciato anche dalla seconda moglie. Eventi che probabilmente possono aver lasciato il segno sul fischietto romeno e inciso anche sul suo clamoroso atteggiamento in campo. 

Atteggiamento che il diretto interessato ha cercato comunque di giustificare appena rientrato in patria. Intercettato da ProSport, Coltescu ha subito voluto chiarire il suo punto di vista sulle espressioni denigratorie nei confronti di alcuni giocatori e della panchina del Basaksehir. "Non leggerò nessun giornale in questi giorni. Cerco solo di essere bravo - ha dichiarato -. Chi mi conosce sa che non sono razzista. Spero almeno questo".

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