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Accadde oggi: ‘Mai dire mai’, l’epica rimonta del Liverpool ai danni del Barcellona

Il 7 maggio 2019 i Reds rimontarono lo 0-3 del Camp Nou, eliminando i blaugrana e approdando in finale di Champions League con tutto il vantaggio psicologico possibile

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Sembra passato un secolo, invece è solo un anno. Di questi tempi, nel 2019, nessun appassionato di calcio avrebbe mai immaginato quello che sarebbe successo nel 2020 ma lo stop a tutte le attività sportive dà l’occasione di tornare su una delle più grandi imprese della storia, compiuta esattamente un anno fa, il 7 maggio 2019: la grande rimonta del Liverpool nella semifinale di ritorno di Champions League contro il Barcellona, un 4-0 senza appello capace di ribaltare lo 0-3 del Camp Nou e dare ai Reds l’inerzia necessaria per andare a conquistare, tre settimane dopo, la Coppa dalle grandi orecchie.

È incredibile come la storia possa ripetersi a distanza di un tempo relativamente breve, ed è altrettanto incredibile che una squadra come il Barcellona, capace di rendersi protagonista della più grande rimonta della storia del torneo (il 6-1 inflitto al Psg negli ottavi di ritorno del 2016/17 dopo aver perso l’andata per 4-0), ne abbia subite due altrettanto storiche, una nel turno immediatamente successivo nelle primavere successive: prima lo 0-3 in casa della della Roma firmato Dzeko, De Rossi e Manolas nei quarti 2017/18 (dopo il 4-1 per il Barça al Camp Nou) e poi proprio la disfatta di Anfield contro i Reds.

Finalista nel 2018, il Liverpool di Klopp supera la fase a gironi 2018/19 con discreta fatica, condannando al terzo posto il Napoli solo per il maggior numero di gol fatti, vista la parità negli scontri diretti e nella differenza reti complessiva. Nella fase a eliminazione diretta, però, gli inglesi iniziano a carburare: prima firmano l’impresa a Monaco contro il Bayern (3-1 all’Allianz Arena dopo lo 0-0 in Inghilterra), poi ottengono una comoda doppia vittoria contro il Porto (2-0 in casa, 4-1 in trasferta). In semifinale c’è un osso durissimo, il Barcellona, ancora imbattuto nella stagione europea e capace di eliminare con grande facilità, nel turno precedente, il Manchester United (1-0 all’Old Trafford, 3-0 al Camp Nou). L’andata in Catalogna è un disastro per Van Dijk e compagni: nonostante una prestazione tutto sommato positiva, il Barcellona è incredibilmente concreto e porta a casa, grazie al gol di Luis Suarez e al doppio squillo di Leo Messi nel finale, un 3-0 che mette i blaugrana in posizione vantaggiosa. Klopp, però, non perde la speranza: il precedente romanista della stagione precedente infonde un minimo di coraggio, anche se in questo caso servono quattro gol per passare (con tre ci sarebbero ai supplementari). Il 7 maggio, a Liverpool, l’atmosfera non è quella che accompagna una squadra sicura dell’eliminazione ma sono ben pochi gli addetti ai lavori disposti a scommettere su un nuovo capitombolo del Barça. ‘Mai dire mai’, comunque, è la parola d’ordine della squadra di casa, e bastano solo 7 minuti a Divock Origi per raccogliere il pallone respinto da Ter Stegen, firmare l’1-0, e alimentare le speranze. È più o meno lo stesso minuto del gol di Dzeko dell’anno prima, una coincidenza che mette i brividi ai fan catalani. Lo stesso Barça è inchiodato: ci provano Messi, Coutinho, persino Jordi Alba con un’incursione dalla difesa, ma la palla non entra. Il Liverpool resta in vita e va negli spogliatoi sull’1-0. Proprio all’intervallo ci si mette di mezzo il destino. Robertson, una delle anime del centrocampo dei Reds, avverte dolore dopo una botta subita in campo e non è in grado di rientrare. Al suo posto c’è Wijnaldum ed è proprio l'olandese a rivelarsi decisivo: tra il 9’ e l’11’ è proprio lui, prima con un rasoterra preciso e poi con un bel colpo di testa, a mandare in estasi il pubblico di casa. La situazione è pareggiata, il Barcellona ripiomba nell’incubo sportivo vissuto a Roma nel 2018. Valverde sa che basterebbe un gol per riprendere le redini del doppio confronto e prova a ridare freschezza alla squadra con gli ingressi di Arthur e Semedo. Il tecnico, però, non ha fatto i conti con il genio di Trent Alexandre-Arnold: c’è un calcio d’angolo per il Liverpool, il jolly della fascia destra, uno dei pallini di Klopp, sistema la palla vicino alla bandierina e fa finta di allontanarsi. La difesa del Barça ci casca appieno e la frittata è servita: il numero 66 batte a sorpresa e trova in area Origi, smarcato a causa della disattenzione degli ospiti. Il belga è bravo ad approfittarne e conclude indisturbato, da due passi, per il 4-0. È il 79’, mancano ancora dieci minuti abbondanti, ma il Barcellona, come accade ai pugili storditi dal colpo del ko, non riesce più a rialzarsi. Il Liverpool può esultare per quella che si rivela come la vittoria chiave della Champions League 2018/19, quella che di fatto lancia i Reds verso la finale contro il Tottenham e la conquista del sesto alloro europeo.

In questa stagione, che si riparta o no, i campioni in carica del Liverpool non potranno confermarsi. I Reds, infatti, hanno già salutato la manifestazione dopo la rocambolesca eliminazione contro l’Atletico Madrid agli ottavi di finale. Dall’altra parte invece, il Barcellona è ancora attivo e attende il via libera per giocare il ritorno degli ottavi, partendo da una posizione di relativo vantaggio contro il Napoli dopo l’1-1 al San Paolo. È vero, stavolta si giocherebbe a Barcellona, ma chissà se i blaugrana hanno effettivamente imparato la lezione: non sono bastati tre gol di vantaggio per avere la qualificazione in pugno, sarà difficile stare tranquilli difendendo un ‘misero’ pareggio. Sempre che questa pandemia ci lasci finalmente in pace e ci faccia tornare a godere delle grandi imprese sportive e, in particolare, del fascino inimitabile della Champions League.

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