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Caso Koulibaly: la Digos identifica l'autore dei cori razzisti

L'uomo è stato individuato tramite le immagini delle telecamera di sorveglianza del Franchi: era nella curva Fiesole: per lui Daspo di 5 anni

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E' stato identificato dalla Digos il responsabile dei cori razzisti urlati contro Kalidou Koulibaly alla fine del match Fiorentina-Napoli. L'uomo si trovava nella curva Fiesole e, secondo gli accertamenti, è l'unico autore delle frasi offensive contro il difensore degli ospiti. All’individuazione del giovane di 30 anni, residente nella provincia di Firenze, i poliziotti sono giunti dopo avere estrapolato le immagini delle telecamere dello stadio, che hanno ripreso il parterre della citata curva e dopo aver  selezionato le riprese fatte. Tali verifiche, grazie anche alla collaborazione avuta dalla Fiorentina, hanno consentito di individuare il gruppo di cui l’indagato faceva parte.

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L'identificazione del soggetto è stata resa possibile anche dalla visione che i poliziotti hanno fatto di oltre 5000 accessi allo stadio dalla predetta curva. Al termine dell’attività, il confronto tra l’immagine recuperata dalle telecamere dello stadio, e quella estrapolata dall’accesso tramite i tornelli della curva Fiesole, non ha lasciato dubbi sull’identità del tifoso che, pertanto, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Firenze per aver commesso atti di discriminazione razziale.

A carico del tifoso è stato emesso il Daspo per anni 5, durata massima della misura applicabile a chi risulti incensurato; lo stesso è stato segnalato alla Fiorentina per l’adozione di adeguati provvedimenti relativi alle violazioni del regolamento d’uso dello stadio. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire le condotte degli altri componenti del gruppo in cui era inserito il tifoso denunciato, al fine di individuare comportamenti rilevanti sotto il profilo penale e amministrativo, suscettibili di segnalazione alla società della Fiorentina per i profili di competenza.

Koulibaly aveva denunciato l'accaduto sui social facendo sentire la propria voce: "Scimmia di merda. Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c’entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre".

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