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Premier League: l'Arsenal risorge, l'Everton fatica ma è 2°. Sorride il City, pari Leicester

Nel derby di Londra i Gunners battono 3-1 il Chelsea, i Toffees espugnano a fatica Sheffield. Guardiola festeggia contro il Newcastle, Vardy salva il terzo posto del Leicester

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Nel Boxing Day di Premier League, l’Arsenal batte 3-1 il Chelsea nel derby di Londra e ritrova la vittoria dopo 8 turni. Sorride l’Everton di Ancelotti che, pur a fatica, espugna con Sigurdsson il campo dello Sheffield United e ritrova il 2° posto. Prosegue la rimonta del Manchester City (2-0 al Newcastle), Leicester-Manchester United finisce 2-2: Vardy con la deviazione di Tuanzebe sigilla il pari all’85’. Aston Villa batte Crystal Palace 3-0.

LEICESTER-MANCHESTER UNITED 2-2
Ci voleva il Boxing Day per smentire un paio di statistiche della Premier League: per il Leicester si tratta infatti del primo pareggio in questo campionato, mentre il Manchester United vede interrompersi a 10 la striscia di vittorie consecutive in trasferta. Fatto sta che il 2-2 del King Power Stadium fa godere soltanto il Liverpool, che domani potrebbe allungare in vetta.

I Red Devils partono a spron battuto e sfiorano il vantaggio dopo appena un minuto dal fischio d’inizio con un colpo di testa (apparentemente semplice) alto sopra la traversa di Rashford su cross di Bruno Fernandes. E sono proprio loro due a confezionare la rete dello 0-1 al 23’: sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta in zona offensiva, Rashford viene servito proprio dal portoghese e non sbaglia il tap-in da due passi col piatto destro. Poco prima De Gea aveva pasticciato coi piedi, regalando un pallone d’oro ad Albrighton, che però non ne aveva approfittato. Occasione che invece viene sfruttata alla mezz’ora dalle Foxes e che vale l’immediato pareggio. Questa volta Bruno Fernandes è autore di un grave errore, perdendo un pallone sanguinoso sulla trequarti; la ripartenza dei padroni di casa vede Maddison servire Barnes che, col sinistro dai venti metri, calcia di gran prepotenza superando De Gea sulla sua destra. L’ex Udinese e Sampdoria cerca subito di rimediare all’ingenuità che è costata il gol subìto allo United, ma il suo stacco aereo termina fuori di un soffio alla sinistra di Schmeichel.

L’aggressività del Leicester si fa più intensa a inizio ripresa: sono diversi i calci d’angolo e le punizioni conquistati dagli uomini di Rodgers. Eppure è la formazione di Solskjaer ad andare vicinissima al nuovo vantaggio: gran palla di McTominay per Rashford che cerca la doppietta, ma il suo diagonale destro viene respinto dal grande riflesso di Schmeichel. Poco dopo Maguire è impreciso sulla punizione di Shaw. Al 79’ Bruno Fernandes sembrerebbe comunque pescare il colpo vincente ospite, concretizzando un bel tocco in profondità del subentrato Cavani. Tuttavia ci pensa il solito Vardy, lasciato colpevolmente solo dalla coppia Bailly-Tuanzebe nei pressi della zona del dischetto, a trovare la rete che consente al Leicester di restare davanti in classifica per un solo punto; complice anche una deviazione decisiva.

ASTON VILLA-CRYSTAL PALACE 3-0
Continua il momento positive per l’Aston Villa che contro il Crystal Palace mette a segno il secondo 3-0 di fila dopo quello rifilato al WBA e si conferma nelle zone alte della classifica di Premier League. La squadra di Smith controlla la gara fin dalle prime battute e va in vantaggio dopo appena cinque minuti con un presente Bertrand Traore. Il numero 15 dei Villans sfiora il raddoppio dodici minuti più tardi colpendo il palo, occasione che certifica il dominio dei padroni di casa in un primo tempo dove anche El-Ghazi e Grealish sprecano chance importanti per arrotondare il punteggio. L’unica nota negativa della frazione iniziale per l’Aston Villa è l’espulsione per doppia ammonizione di Mings al 45’, situazione che però il Palace nel secondo tempo non riesce mai a volgere a proprio favore. Gli ospiti addirittura, al 66’, subiscono il 2-0 di Hause, bravo a insaccare di testa alle spalle di Guaita. Il difensore dei Villans viene imitato dieci minuti dopo da El-Ghazi che con il 3-0 al 76’ chiude i conti con un quarto d’ora d’anticipo e permette ai suoi di festeggiare l’ottavo successo stagionale.

FULHAM-SOUTHAMPTON 0-0
Quarto pareggio consecutivo per il Fulham che, a Craven Cottage, riesce a fermare sullo 0-0 una delle squadre più sorprendenti della prima parte di stagione in Premier League, il Southampton di Hasenhuttl. Nel primo tempo il match non regala particolari brividi ad eccezione del palo colpito da Ward-Prowse su punizione al 27’. Le due squadre non riescono a incidere neanche nella ripresa dove errori ed imprecisioni in fase di costruzione continuano a farla da padrone. Solo negli ultimi quindici minuti, per merito di un più propositivo Southampton, la gara dà qualche sussulto ma, pur provandoci con maggior volontà, i Saints non trovano il vantaggio. Sia al 75’ che all’85’ infatti, gli ospiti vanno in rete con Long e Walcott ma il Var blocca per due volte l’esultanza in gola ai biancorossi ravvisando due decisivi offside nelle azioni dei gol. Finisce quindi con un pari a reti bianche e un punto a testa per le due squadre che, in questo modo, chiudono positivamente il proprio Boxing Day.

ARSENAL-CHELSEA 3-1
Ritrova il successo l’Arsenal di Arteta: dopo otto turni (ultima vittoria il 1° novembre scorso), i Gunners battono 3-1 il Chelsea nel derby di Londra e con tre preziosissimi punti danno un po’ di respiro alla propria classifica. Dopo trenta minuti tranquilli, la gara si accende al 34’ quando l’Arsenal con Lacazette sigla l’1-0 concretizzando il penalty decretato per il fallo di James su Tierney. Sempre da calcio da fermo, dieci minuti più tardi arriva il raddoppio per i padroni di casa i quali, grazie alla bellissima punizione mancina di Xhaka, vanno quindi al riposo avanti 2-0. I Gunners continuano ad esser aggressivi anche nella ripresa e al 54’ con un delizioso tocco di Saka realizzano il 3-0. Sotto di tre reti, il Chelsea non trova modo di reagire tant’è che più volte Mendy è chiamato agli straordinari per respingere i tentativi di Lacazette e di un indemoniato Martinelli. All’84’ il portiere dei Blues viene salvato dalla traversa su Elneny, un brivido che ha l’effetto di svegliare finalmente gli ospiti che un minuto dopo segnano il 3-1 con Abraham e al 91’ falliscono addirittura il 3-2 dal dischetto con Jorginho (bravo Leno a neutralizzare). Pur con qualche brivido nel finale, l’Arsenal dunque trionfa per la quinta volta in stagione salendo a quota 17 punti. Terza sconfitta esterna di fila invece per la squadra di Frank Lampard.

MANCHESTER CITY-NEWCASTLE 2-0
Vento e pioggia si abbattono sull’Etihad Stadium ma, almeno metaforicamente, le nubi si diradano ogni giorno di più sopra il cielo di un Manchester City che raccoglie anche troppo poco rispetto a quanto è capace di seminare nei 90 minuti, proseguendo così la sua rimonta in campionato. Contro il Newcastle ancora privo di Lascelles e Saint-Maximin (ancora in convalescenza post-Covid), i Citizens, che pure hanno due assenze importanti causa coronavirus, Kyle Walker e Gabriel Jesus, prendono in mano le redini del gioco sin dai primi minuti e passano in vantaggio al 14’: Cancelo imbecca Sterling sul lato destro dell’area, l’ex Liverpool si gira e serve l’accorrente Gundogan che dal limite dell’area piccola non sbaglia. Gli uomini di Guardiola giocano stabilmente nella metà campo avversaria: è un vero e proprio tiro al bersaglio, ma bisogna attendere oltre l’intervallo, più precisamente il 55’, per il raddoppio: è ancora Cancelo, uno dei migliori in campo, ad ispirare con un cross basso a centro area, Federico Fernandez prova a rinviare ma il pallone arriva sui piedi di Ferran Torres che, dimenticato dagli avversari, ha tutto il tempo di stoppare e trafiggere Darlow. Il City ci prende gusto e tre minuti dopo solo il palo nega a Bernardo Silva la gioia del gol che avrebbe definitivamente chiuso i conti. Nel finale il campo appesantito dall’acqua e il risultato praticamente già acquisito permettono comunque al City di controllare agevolmente e conquistare tre punti importanti, che riportano la squadra di Guardiola a -1 dal quarto posto occupato dai cugini dello United. Resta nella pancia della classifica, invece, un Newcastle poco ispirato, che manca la vittoria per il terzo turno di fila.

SHEFFIELD UNITED-EVERTON 0-1
Tre punti non si buttano via, soprattutto quando riproiettano una squadra al secondo posto in classifica, ma l’Everton di Carlo Ancelotti soffre non poco a Bramall Lane per ottenere la vittoria, anche se la sofferenza è dovuta più ad un attacco inconcludente che alla ‘forza’ di un avversario che dall’inizio del torneo ha ottenuto la miseria di 2 punti in classifica. Il primo tempo non entra certo negli annali per la sua spettacolarità, ma sia i padroni di casa, con McGoldrick, sia i Toffees, con il solito Calvert-Lewin, si avvicinano al gol e in generale l’intensità è piuttosto alta. Diverso il discorso nella ripresa: l’Everton controlla stabilmente il possesso del pallone e prova minuto dopo minuto a rendersi pericoloso: i tentativi di Calvert-Lewin e Sigurdsson, però, sono infruttuosi e nemmeno gli ingressi di Bernard, Coleman e André Gomes sembrano riuscire a sbloccare la situazione, con la porta difesa da Ramsdale che pare stregata. All’80’, però, l’incantesimo si spezza e gli ospiti passano in vantaggio: bello spunto di Bernard al limite dell’area, passaggio verso Doucouré che fa da sponda per Sigurdsson, bravo a far partire un rasoterra imparabile per l’estremo difensore avversario. È la rete che decide il match: lo Sheffield non riesce a rispondere e l’Everton controlla fino al triplice fischio, ottenendo la quarta vittoria consecutiva in Premier League e dimenticando il tonfo in Carabao Cup contro il Manchester United, rimettendosi sulla scia del Liverpool impegnato domenica contro il West Bromwich.
 

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