IL RECORD

La Spagna non ha paura di puntare sui giovani: Pedri, clausola da 1000 milioni

In nazionale ha debuttato il neo diciassettenne Gavi, mentre il Barça ha blindato il centrocampista classe 2002

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Per il calcio italiano è pura fantascienza, in Spagna è la normalità. Luis Enrique ha affidato il suo centrocampo a Gavi, 17 anni compiuti da poco (il più giovane debuttante nella storia della 'Roja') nelle partite decisive delle final four della Nations League. Qualche giorno dopo il Barcellona ha deciso di blindare Pedri, classe 2002, che presto firmerà un nuovo contratto che lo legherà ai blaugrana fino al 2026, con una clausola record mai prevista per nessuno in precedenza: 1000 milioni, un miliardo di euro.

Pedri è nella lista dei candidati al prossimo Pallone d'Oro proprio perché l'allenatore del Barça e quello della nazionale spagnola hanno deciso di puntare su di lui nonostante la giovane età. In blaugrana è considerato normale rischiare il salto dalla Cantera alla prima squadra senza troppe remore. Con Pedri, Gavi e Ansu Fati si cerca di ripetere una storia leggendaria del recente passato, quella che ha lanciato nel mito Messi, Xavi e Iniesta. In più, in Spagna ora c'è un selezionatore che non si fa troppi problemi a puntare su giovani o giovanissimi, come dimostra il caso di Gavi o quello di Yeremi Pino, classe 2002, schierato a partita in corso contro Italia e Francia nelle ultime due partite della Spagna in Nations League. 

Se in Serie A c'è una diffidenza maggiore, non funziona così nella nazionale di Mancini. Zaniolo è stato chiamato quando ancora non aveva debuttato nella Roma. Presto arriverà la convocazione di Lorenzo Lucca, classe 2000 del Pisa, che gioca in Serie B e ancora non ha assaggiato il calcio che conta. Avere un ct che va controcorrente rispetto alle abitudini del pallone made in Italy è comunque un passo avanti che, oltretutto, porta anche a risultati concreti. 

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