Fuga dall'Arabia: non solo il caso Ronaldo, tanti big stanno lasciando la Saudi League
Il "boicottaggio" di CR7 fa discutere mentre altri grandi nomi meditano l'addio ai petroldollari
di Andrea CocchiNegli anni '70 c'era la NASL, il campionato statunitense, considerato una sorta di cimitero degli elefanti dei campioni a fine carriera che volevano racimolare un bel gruzzolo per il post calcio (Pelé, Beckenbauer, Cruijff e Chinaglia). Poi è arrivata la Lega giapponese prima di quella cinese. Tutte bolle finite in nulla. L'Arabia Saudita sembrava seguire un percorso differente. Innanzitutto il peso politico mostruoso che fatalmente coinvolge la Fifa: vedi i soldi per le grandi manifestazioni volute da Infantino (tipo Mondiale per club). Poi il fatto che nella Saudi League ci fossero giocatori di alto livello, non solo quelli che invogliati a monetizzare il fine carriera. Il caso Ronaldo, però, sta facendo emergere un problema più profondo.
Il fuoriclasse portoghese ha denunciato il fatto che non ci sia stato alcun cambiamento di rotta da parte del Fondo Sovrano saudita (PIF). Oltre alla mancanza di investimenti sul mercato rispetto ai rivali dell'Al Hilal, si è aggiunta la notizia di considerevoli ritardi nel pagamento degli stipendi. Il caso sollevato da Ronaldo sembra però solo la classica punta dell'iceberg.
L'uscita prematura di Jordan Henderson dall'Al Ettifaq, solo sei mesi dopo il suo acquisto per 14 milioni di euro, ha creato un precedente. Sono seguiti altri nomi come Seko Fofana (attualmente al Porto), Neymar, Talisca, Jota, Alex Telles e Ivan Rakitic, che hanno lasciato il campionato. L'Al Ittihad, attuale campione in carica, è tra i club più colpiti. La squadra, ora guidata da Sergio Conceição, ha già perso N'Golo Kanté (che è andato al Fenerbahçe) e ha visto Karim Benzema trasferirsi ai rivali dell'Al Hilal. Fabinho e Danilo Pereira potrebbero essere i prossimi a partire.
Il progetto saudita, che aveva spinto il presidente della FIFA Gianni Infantino a prevedere una lega "sulla strada per diventare una delle tre migliori al mondo", deve ora affrontare la concorrenza di mercati emergenti come la MLS e i campionati turco e brasiliano. Le recenti partenze di Joao Cancelo e Kanté sollevano seri dubbi sulla sostenibilità di un torneo che rischia di tornare al punto di partenza mentre si avvicina il traguardo del Mondiale 2034, che sarà ospitato proprio dall'Arabia Saudita.