Figc, Tavecchio si è dimesso

Consiglio federale lampo a Roma: "Colpa dello sciacallaggio politico"

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E' arrivata la resa dei conti alla Federcalcio e Carlo Tavecchio si è dimesso. Il Consiglio federale è durato un quarto d'ora, dopo le dichiarazioni di voto delle varie componenti. Lui, il grande Imputato, non se l'è sentita di fronteggiare l'emergenza e le pressioni arrivate anche da Coni e Governo. Alle 12.20 il via ai lavori, alle 12.35 la conclusione. Con la fine più amara dell'era Tavecchio alla guida della Figc, culminata con l'esclusione dell'Italia dai Mondiali.

"Ambizioni e sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni di questo risultato. Ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni voi e per questo ho deciso di dimettermi", le sue parole ai consiglieri. E ancora: "Le dichiarazioni che si sono susseguite nelle ultime due ore hanno impedito alle due Leghe maggiori di partecipare un dibattito che investe anche loro. Ho preso atto del cambiamento di atteggiamento da parte di alcuni partecipanti alla riunione di mercoledì - ha aggiunto, riferendosi al vertice con le componenti a 48 ore dalla debacle della nazionale - . Nonostante il documento che mi hanno richiesto e condiviso, non sono disposti nemmeno a discuterlo". A conclusione di queste considerazioni, Tavecchio ha chiesto "le dimissioni di tutto il consiglio, me per primo".

Con le dimissioni di Carlo Tavecchio decade l'intero consiglio federale che si occuperà soltanto della gestione ordinaria in attesa di nuove elezioni che saranno indette entro 90 giorni. La reggenza sarà sempre del presidente Tavecchio che, nella gestione ordinaria, dovrà provvedere all'organizzazione dell'Europeo Under 21 che l'Italia ospiterà nel 2019, l'Europeo del 2020 con la decisione delle città che ospiteranno le partite dell'Europeo 2020, la gestione quotidiana della Nazionale.

"Il Consiglio federale resta in carica, Tavecchio si occuperà della gestione ordinaria fino a nuove elezioni che dovranno essere indette entro 90 giorni. Il commissario non è previsto, oraserve un progetto rivoluzionario e innovativo. Prendo atto della decisione del presidente Tavecchio, spero che in tempi brevi vi sia la convocazione di un'assemblea come espressione democratica, nella speranza che tutte le espressioni di questo mondo possano esprimere una progettualità innovativa e rivoluzionaria. Non sono sorpreso dalle dimissioni di Tavecchio, ma dispiaciuto per le modalità di gestione, il presidente avrebbe dovuto darci la possibilità di replicare. Il commissario non è previsto dallo Statuto", ha detto Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro.

Una Giunta Coni convocata d'urgenza per mercoledì pomeriggio come immediata contromisura alla crisi del calcio. E' questa la mossa immediata di Giovanni Malagò. All'ordine del giorno della Giunta semplicemente "comunicazioni del presidente".

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