Italia, il gioco non basta: Mancini alla ricerca di un bomber

Al netto di equilibri da trovare e del doppio play da sistemare, maggiore concretezza porterebbe a una migliore gestione mentale nei 90 minuti

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"Siamo stufi di non vincere". Roberto Mancini ha riassunto così i novanta minuti di Genova, che hanno visto una Nazionale a due facce: bella anche se inconcludente nei primi sessanta minuti, fragile e impaurita (appesantita dai tanti cambi) nell'ultima mezz'ora. Ed è forse proprio l'aspetto mentale quello di cui il ct dovrà tenere conto in vista del ritorno della Nations League, che varrà punti, ranking e prestigio.

I fischi del Ferraris sono stati forse ingenerosi, anche se bisogna capire la voglia di esultare di un popolo che porta addosso ancora i segni di una tragedia, ma c'entrano il punto ricordato da Mancini: la vittoria manca da cinque gare interne consecutive (seconda volta nella storia, la prima oltre novant'anni fa), lo stesso ct ha ottenuto un solo successo nelle sue prime sei partite.

Il dato statistico porta a quello mentale e poi a quello strutturale: fossimo andati in vantaggio nel primo tempo, quando meritavamo anche di segnare più di un gol, la gestione del finale contro l'Ucraina forse sarebbe stata diversa e i giocatori - anche quelli subentrati ma impalpabili, vedi Berardi - avrebbero fatto una migliore figura. Ed è qui il grande punto interrogativo azzurro: il doppio regista Verratti-Jorginho non convince ancora appieno ma ha il merito di rendere piacevole e veloce il gioco, aiutato dal trio Chiesa-Bernardeschi-Insigne, ma poi là davanti chi la butta dentro?

Mancini ha spiegato che Balotelli e Belotti non sono ancora al meglio, Immobile (anche lui acciaccato) in Nazionale non segna da settembre dello scorso anno e la serie A non produce molto in tal senso: tolti Insigne e lo stesso laziale, nella top ten dei marcatori di quest'anno abbiamo Piatek (tra l'altro nostro prossimo avversario), Defrel, Higuain, Mandzukic, Ronaldo, De Paul...

Ecco perché il problema più urgente da risolvere rimane quello della concretezza, quello difensivo - che pur meriterebbe discorso a parte visto che subiamo gol da otto partite e gli ultimi dieci sono arrivati da dentro l'area - è più una questione di equilibri che di singoli giocatori. Altrimenti la rimonta in Nations League e più in generale il percorso di crescita necessario rimarranno una chimera.

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