BASKET NBA

Nba: Harden subito decisivo per i Nets, ok Blazers e Grizzlies. Male Houston

Per ‘The Beard' tripla-doppia e vittoria all'esordio con la canotta di Brooklyn. Lillard schianta gli Hawks (ancora senza Gallinari), Memphis festeggia al meglio il rientro di Morant

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Nella notte Nba, James Harden non delude le aspettative: tripla-doppia da 32 punti, 14 assist e 12 rimbalzi all’esordio per i Nets, che battono 122-115 i Magic. Per Brooklyn anche 42 punti di Durant. Lillard guida Portland alla vittoria per 112-106 su Atlanta (ancora assente Gallinari). 17 di Morant al rientro per Memphis, che batte i Sixers 106-104. Houston crolla nel derby con gli Spurs (che vincono 103-91), successi per Toronto e Detroit.

BROOKLYN NETS-ORLANDO MAGIC 122-115
Pur senza allenamenti sulle spalle con i nuovi compagni (d’altra parte il calendario è impietoso e non prevede pause), James Harden dimostra subito di essere all’altezza della sua nuova sfida professionale: schierato titolare da coach Steve Nash, ‘The Beard’ è subito decisivo per la vittoria di Brooklyn su Orlando, grazie a una maestosa prestazione da 32 punti, 14 assist e 12 rimbalzi. Nessuno, prima di lui, aveva esordito con una nuova maglia in Nba firmando una tripla-doppia con almeno 30 punti a referto. La prova di Harden fa quasi incredibilmente passare in secondo piano i 42 punti di Kevin Durant: i due sono tornati a giocare nella stessa squadra per la prima volta dalla stagione 2011/12, quando entrambi erano a Oklahoma City. Ancora assente, invece, Kyrie Irving, fermato dal protocollo anti-Covid dopo la controversa assenza giustificata da motivi personali. I Nets, comunque, non ne risentono e schiantano i Magic, cui non bastano 34 punti e 10 rimbalzi di Nikola Vucevic né i 23 punti dalla panchina di Terrence Ross per evitare il quinto ko consecutivo.

PORTLAND TRAIL BLAZERS-ATLANTA HAWKS 112-106
Damian Lillard è costretto agli straordinari ma a Portland va bene così: grazie a 36 punti del numero 0, i Blazers hanno infatti la meglio su Atlanta, pur dovendo fare i conti con l’infortunio alla caviglia sinistra di C.J. McCollum, che si fa male nel primo quarto, resiste fino all’intervallo segnando 16 punti ma poi decide, in accordo con lo staff medico, di non rientrare. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore. Al suo posto emerge comunque un ottimo Gary Trent jr, che entrando dalla panchina mette la firma su una prestazione da 18 punti con il 50% sia da due sia dalla distanza. Tanto basta per schiantare gli Hawks che, in attesa di Danilo Gallinari (che ha ricevuto il via libera per riprendere le partitelle in allenamento) non riescono ad evitare la settima sconfitta nelle ultime nove uscite, nonostante la doppia-doppia da 26 punti e 11 assist di Trae Young e quella da 25 punti e 15 rimbalzi di Clint Capela.

MEMPHIS GRIZZLIES-PHILADELPHIA 76ERS 106-104
I Grizzlies festeggiano nel migliore dei modi il ritorno in campo di Ja Morant dopo un’assenza di otto partite (4-4 il record, comunque soddisfacente) per una distorsione alla caviglia. Il prodotto di Murray State è il migliore dei sei uomini in doppia cifra per Memphis, realizzando 17 punti e distribuendo 6 assist, ed è decisivo nel raccogliere un vantaggio che arriva fino al +14 ad inizio quarto periodo. I Sixers, dall’altra parte, si risvegliano nel finale anche grazie ai 28 punti dalla panchina di Shake Milton e ai 21 di Tobias Harris, che provano dal punto di vista realizzativo a fare le veci di Joel Embiid (fermo per un problema al ginocchio destro) ma non riescono a completare la rimonta. A dire il vero Phila avrebbe la possibilità dell’ultimo tiro del match, ma Ben Simmons (11 punti, 16 rimbalzi e 9 assist) non se la sente di tirare in transizione e lascia la palla a Tyrese Maxey (12 per lui), che però è sbilanciato e manca il canestro del possibile sorpasso.

SAN ANTONIO SPURS-HOUSTON ROCKETS 103-91
Quanta differenza in sole quarantott’ore: se nella partita precedente i Rockets avevano reagito all’addio di James Harden con una bella vittoria nel derby texano contro gli Spurs, stavolta, contro lo stesso avversario, capitolano per via di un secondo tempo tremendo, in cui segnano la miseria (per gli standard Nba) di 38 punti. Va anche detto, a parziale discolpa, che Stephen Silas non aveva a disposizione né il nuovo arrivo Victor Oladipo né gli infortunati John Wall, Eric Gordon e DeMarcus Cousins e non potevano bastare i 24 punti segnati da Christian Wood e Mason Jones, oltre ai 21 di Ben McLemore, per avere la meglio su una squadra cinica e spietata, guidata dai 24 di DeMar DeRozan e capace di approfittare al meglio delle ottime prove dalla panchina di Jakob Poeltl (13 punti e 11 rimbalzi per l’austriaco) e di un Patty Mills (11 per lui) efficace soprattutto nell’allungo finale. Bene anche Dejounte Murray, che firma una prestazione da 18 punti e 10 rimbalzi per la quinta vittoria nelle ultime sette partite giocate.

TORONTO RAPTORS-CHARLOTTE HORNETS 116-113
Seconda vittoria consecutiva per i Raptors ‘in casa’ (va ricordato che la squadra allenata da Nick Nurse gioca le proprie partite casalinghe alla Amalie Arena di Tampa Bay, in Florida, per evitare i viaggi tra Stati Uniti e Canada in epoca di pandemia) contro gli Charlotte Hornets, cui non bastano sei uomini in doppia cifra, guidati dai 25 punti di Gordon Hayward, per evitare il ko che li porta due gare sotto ‘quota 500’ in classifica. Toronto è guidata da una solidissima prestazione a livello di panchina, con i 24 punti di Norman Powell e i 20 di Chris Boucher che mettono una pezza alle difficoltà ancora non risolte di Pascal Siakam (solo 9 punti per il camerunense, con un pallido 4/14 al tiro). Charlotte resta a contatto per tutta la durata del match ma Terry Rozier (24 alla fine per l’ex Celtics), che a fine primo tempo aveva segnato un buzzer beater quasi da metà campo, non riesce a ripetere l’impresa sulla sirena finale e i Raptors possono tirare un sospiro di solievo.

MIAMI HEAT-DETROIT PISTONS 100-120
Sono ancora troppe le assenze importanti per Miami (tra gli indisponibili l’infortunato Tyler Herro e Jimmy Butler, ancora fuori per il protocollo anti-Covid): i Pistons ne approfittano, allora, per conquistare una bella vittoria in trasferta (la prima della stagione fuori dalle mura amiche), senza soffrire più di tanto, con un Derrick Rose protagonista assoluto nella ripresa. Alla sirena finale sono 23, in meno di 22 minuti giocati, i punti realizzati dall’Mvp della stagione 2010/11, che permette ai suoi di tornare al successo dopo due sconfitte consecutive. Sugli scudi anche Jerami Grant, autore di 24 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, mentre Blake Griffin commette qualche errore di troppo al tiro (7 gli errori sui 13 tentativi complessivi) ma aggiunge 15 punti importanti con un plus-minus di +19. Dall’altra parte non bastano 28 punti di Bam Adebayo, 22 di Duncan Robinson e 16 del ‘sophomore’ KZ Okpala, che segna 4 triple su cinque tentativi. È la terza sconfitta consecutiva per Miami, che non può far altro che sperare nel ritorno dei suoi big per provare a risalire in classifica.

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