Nba, Spurs: Duncan e Ginobili verso il ritiro?

La sconfitta nei playoff contro Oklahoma potrebbe aver chiuso la carriera di due storici campioni di San Antonio

di LUCIANO CREMONA

A volte le facce dicono più delle parole. Le espressioni di Tim Duncan, invece, sono sempre state le stesse. Come anche le parole, pochissime. Tim Duncan ha sempre parlato con i fatti. Per 19 stagioni sempre con gli Spurs, come lui solo Stockton, più di lui solo Kobe (20 anni coi Lakers). Ora che è arrivata l'eliminazione nella semifinale di Conference contro Oklahoma, il suo futuro è un rebus. Perché, piccolo particolare, Timothy Theodore Duncan ha 40 anni.

Le facce, appunto. La sua, quella di Manu Ginobili, quella di coach Popovich. L'eliminazione coi Thunder è stata amara, una mazzata. Le critiche sono arrivate, puntuali, come gli avvoltoi: "è finita l'era dei vecchi", il ritornello più in voga. I vecchi sarebbero Parker, Duncan e Ginobili, appunto. Quel trio che nei playoff è sempre stato sinonimo di vittorie. Duncan ha vinto 5 anelli, 2 Mvp stagionali, 3 Mvp delle Finals. E in questa stagione gli Spurs dovevano essere i grandi rivali di Golden State: 67 vittorie in regular season, solo una sconfitta in casa. Numeri impressionanti.

Sono stati l'atletismo e la strapotenza fisica e tecnica di Durant e Westbrook, mixate con l'elettricità di Adams, a far piangere i tifosi Spurs, che hanno atteso la squadra al ritorno a San Antonio, tributando un sentito e commovente saluto ai propri beniamini, nel cuore della notte. Il post partita è stato un mix di sensazioni incredibili per gli Spurs. Duncan si è presentato ai microfoni con tutto il mondo del basket che si aspettava di sentire la parola ritiro: "Non ho ancora deciso cosa farò, fatemi prima uscire di qui e capire cosa fare della mia vita", ha detto, senza mostrare alcun tipo di tentennamento. Duncan, come anche Ginobili (che giocherà le Olimpiadi con l'Argentina), ha un'opzione per il 2016-2017 da firmare entro la fine di giugno. 

Gli Spurs daranno a Tim tutto il tempo possibile per decidere, così come anche per Manu, 38 anni, le cui parole però sono sembrate più definitive: "Abbiamo sempre amato giocare insieme, sono così orgoglioso di aver giocato con questi ragazzi per così tanti anni e di aver vinto così tante partite. C'è sempre stata una chimica perfetta tra di noi, è il motivo per il quale abbiamo sempre voluto andare avanti insieme. Non è sempre questione di vincere, è anche quella di stare con belle persone. Ritiro? Se mi sentissi inutile e impresentabile, sarebbe una decisione facile. Poteva accadere anche due anni fa". Ermetico, come sempre, Popovich: "Si ritirano entrambi? Sapete quindi qualcosa che io non so? Facciamo chiarezza: ho dato tanti minuti a Tim perché stava giocando bene e ha fatto un lavoro enorme".

In attesa delle decisioni dei due "vecchi", dunque, e con la consapevolezza che Parker rimarrà pur non essendo più il trascinatore di un tempo, gli Spurs iniziano a pensare al mercato, con due obiettivi super: Mike Conley, per il ruolo di play, e Kevin Durant, il giustiziere di questa serie. Ma sul fenomeno di OKC c'è tutta l'Nba.

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