Nba: Antetokounmpo distrugge Washington, Golden State travolge gli Spurs di Belinelli

Il greco ne mette 43 nel successo per 148-129 sugli Wizards, terza tripla doppia stagionale per Doncic nel 99-93 contro Charlotte

Nba: Antetokounmpo distrugge Washington, Golden State travolge gli Spurs di Belinelli

È una Nba a tinte europee. Milwaukee resta prima a Est grazie al rotondo successo contro Washington: 148-129 il punteggio finale. A trascinare i Bucks è il solito Antetokounmpo, che ne mette 43. Terza tripla doppia in carriera per Doncic nel 99-93 di Dallas contro Charlotte, continua la striscia di Harden, autore di 36 punti nella vittoria di Houston su Sacramento (127-101). Golden State travolge gli Spurs di Marco Belinelli (9 punti) 141-102.

GOLDEN STATE WARRIORS-SAN ANTONIO SPURS 141-102 
Gregg Popovich è così, imprevedibile e geniale. Contro i Golden State Warriors, semplicemente la squadra più forte della lega, il coach degli Spurs fa ampio turnover, affidandosi a chi ha giocato meno in questa prima parte di stagione e rinunciando ai suoi titolari. Non certo una scelta felice, almeno a giudicare dal risultato finale: 141-102, ma forse Pop questo già lo sapeva... E così, Golden State ha vita ancora più facile di quella che avrebbe avuto con in campo LaMarcus Aldridge e DeMar Derozan, in una serata che serve solo per ritoccare al rialzo le proprie statistiche offensive. Sono sei i giocatori in doppia cifra per coach Steve Kerr, che trova 26 punti da Klay Thompson e 23 da Kevin Durant. A questi si aggiungono anche i 19 di Steph Curry e i 15 di DeMarcus Cousins. L'unico big a non andare in doppia cifra è Draymond Green, che si ferma a quota 7. Dall'altra parte, Marco Belinelli parte in quintetto per la prima volta in stagione, ma si trova costretto a fare i conti con due delle guardie più forti di tutta la lega. Alla fine, sono 9 i punti del 'Beli' in poco meno di 25 minuti di gioco. Non una serata facile per lui, sia in difesa, che in attacco, visto che chiude con un poco esaltante 3/9 dal campo. Il miglior realizzatore tra le fila dei texani è Patty Mills, che ne mette 16, ai quali si aggiungono i 12 di Davis Bertans, anche lui schierato dal primo minuto in quintetto. Seconda sconfitta per San Antonio dopo quella con Sacramento, che resta al sesto posto della Western Conference. Allunga in classifica, invece, Golden State, che approfitta della sconfitta di Denver contro Brooklyn per mettere una gara e mezzo di vantaggio sui Nuggets.

MILWAUKEE BUCKS-WASHINGTON WIZARDS 148-129
Mentre impazza il mercato, con questa e quella squadra alla ricerca della stella da aggiungere al proprio roster, c'è chi la stella ce l'ha già in casa e se la tiene stretta. I Milwaukee Bucks si confermano al primo posto della Estern Conference grazie al roboante successo contro Washington: 148-129 il punteggio finale. Un risultato pesantissimo per gli Wizards, che non riescono mai a trovare una soluzione al rebus Giannis Antetokounmpo. Il 'Greek Freak' gioca una partita perfetta, chiudendo con il proprio massimo in stagione: 43 punti. Una match mai realmente in discussione, visto che Milwaukee impiega appena 12 minuti per mettere in ghiaccio il risultato con un primo quarto da 50 punti (miglior frazione di tutto l'anno), che taglia le gambe a Beal e compagni. Oltre alla super prestazione di Giannis, coach Budenholzer può contare sui 22 punti, con 11 assist, di Eric Bledsoe, sui 18 di Malcolm Brodgon, i 16 di Khris Middleton e sugli 11 di Brook Lopez. Per Washington, arrivata alla sfida contro la capolista distratta dai rumors di mercato, non bastano i 30 punti di Bradley Beal, la doppia doppia da 26 punti e 14 rimbalzi di Thomas Bryant e i 22 punti di Jeff Green. Zero minuti in campo per Otto Porter Jr., informato pochi istanti prima della palla a due di dover preparare le valigie in direzione Chicago: al suo posto, nella Capitale arriveranno Jabari Parker e Bobby Portis dai Bulls.

DALLAS MAVERICKS-CHARLOTTE HORNETS 99-93
Se Giannis Antetokounmpo è stato il trascinatore di Milwaukee contro Washington, Luka Doncic ha fatto altrettanto per Dallas in una Nba a tinte sempre più europee. Per lo sloveno, classe 1999, arriva la terza tripla doppia stagionale (19 punti, 10 rimbalzi e 11 assist, pur tirando 5/20 dal campo e 2/10 da tre), che permette ai Mavericks di piegare le resistenze degli Horntes 99-93. Una partita in cui Dallas prende presto il comando delle operazioni senza più voltarsi indietro. Lo fa anche grazie al contributo di Harrison Barnes, alla sua ultima partita in Texas. L'ex Golden State Warriors, dopo aver messo a segno 10 punti, si siede in panchina e viene informato di essere stato ceduto a Sacramento: succede anche questo nella Nba... Sono 12 i punti al debutto per Tim Hardaway Jr, arrivato negli scorsi giorni in Texas in seguito alla gigantesca trade con New York che ha portato Porzingis a Dallas, e 15 quelli di Dorian Finney Smith. Tra le fila degli Hornets, invece, l'ultimo a mollare è sempre Kemba Walker, che guida il tentativo di rimonta degli ospiti nel finale, fermandosi a quota 30 punti, 11 rimbalzi e 6 assist. A questi si aggiungono i 15 punti di Jeremy Lamb e i 14 di Nicolas Batum. Charlotte resta settima a Est e, molto probabilmente, per il resto della stagione potrà contare anche sul contributo di Marc Gasol, in arrivo da Memphis.

BROOKLYN NETS-DENVER NUGGETS 135-130
I Brooklyn Nets sono una delle squadre più calde di tutta la Nba. Una vera e propria mina vagante che tutti vorrebbero evitare, soprattutto nei playoff. Ne sanno qualcosa i Denver Nuggets, sconfitti nella notte al Barclays Center 135-130. Dopo la serataccia contro Milwaukee, in cui aveva tirato con un pessimo 12% di squadra dall'arco, Brooklyn aggiusta decisamente la mira, chiudendo con 19 triple a bersaglio sulle 36 tentate, che ‘bombardano’ il canestro di Denver. I Nuggets non possono fare altro che affidarsi al solito Nikola Jokic per provare a restare a contatto: il centro serbo risponde presente, realizzando la decima tripla doppia della propria stagione (25 punti, 14 rimbalzi e 10 assist), ma non basta. Sono sette, infatti, i giocatori in doppia cifra per i Nets, guidati dai 27 (con 11 assist) di D'Angelo Russell, l'uomo che, negli ultimi mesi, ha contribuito più di chiunque altro al deciso cambio di rotta dei bianconeri. Insieme con lui ci sono 18 punti per DeMarre Carroll, 17 per Joe Harris e 16 per Traveon Graham. Oltre al già citato Jokic, invece, Denver trova anche il massimo stagionale di Mason Plumlee (24 punti) e 19 punti da Jamal Murray, al rientro dopo sei gare di stop per un infortunio alla caviglia. Con questa sconfitta, Denver perde terreno nella corsa al primo posto della Western Conference, che resta saldamente nelle mani dei Golden State Warriors, vittoriosi contro i San Antonio Spurs di Marco Belinelli.

SACRAMENTO KINGS-HOUSTON ROCKETS 101-127
Se i Brooklyn Nets sono la mina vangante della Eastern Conference, Sacramento lo è altrettanto a Ovest. Dopo aver superato San Antonio con una prova di notevole spessore, i Kings si sciolgono sotto i colpi di James Harden, che allunga la sua folle striscia di partite sopra quota 30 punti (sono 32 in fila per il 'Barba'). Il numero 13 dei Rockets realizza 36 punti, chiudendo con 8 bombe dall'arco, che spengono sul nascere ogni velleità di rimonta dei padroni di casa. A questi, si aggiunge anche il massimo stagionale di Gerald Green, che ferma il proprio tassametro a quota 25 punti. Una partita mai in discussione, in cui Sacramento scivola sotto anche di 37 punti nonostante i sei giocatori in doppia cifra. Il miglior realizzatore per i padroni di casa è Buddy Hield, autoproclamatosi lo Steph Curry dei Kings, che chiude con 20 punti e 10 rimbalzi. Davvero poco altro per i californiani, che possono contare sulla quarta doppia doppia consecutiva di Marvin Blagley III, che sta prendendo sempre più confidenza con la lega e che, forse, ha trovato finalmente la propria posizione in campo. Anche in questo caso, le ore che hanno preceduto la partita sono state agitate dai rumors di mercato: Iman Shumpert volerà in Texas in cambio di Alec Burks, mentre Cleveland (terza parte nell'affare) riceve Marquese Chriss e Brandon Kight.

CHICAGO BULLS-NEW ORLEANS PELICANS 120-125
Quella tra Bulls e Pelicans è una sfida tra due squadre che attendono il proprio destino appese al filo di una trade. New Orleans vive ore frenetiche per capire quale sarà la ‘decision’ di Anthony Davis, sempre più vicino al trasferimento a Los Angeles per dare man forte a LeBron James nell’ormai (quasi) disperato tentativo di raggiungere i playoff. Senza la propria stella, seduta in borghese in panchina, i Pelicans espugnano lo United Center, piegando la squadra di Jim Boylen 125-120 al termine di una gara combattuta fino alla fine. A non far rimpiangere l'assenza dell'Unibrow, ci pensa Julius Randle, al rientro dopo l'infortunio, che sigla 19 dei suoi 31 punti finali nell'ultima frazione di gioco, portando i Pelicans al successo e chiudendo una pesantissima striscia di sei sconfitte consecutive. Non accenna a finire, invece, la crisi dei Bulls, alla seconda sconfitta consecutiva, l'ottava nelle ultime 10 e la 21esima tra le mura amiche in stagione. Il migliore per Chicago è il solito Lauri Markkanen, una delle poche note positive della stagione da dimenticare dei Tori, che chiude con una doppia doppia da 30 punti e 10 rimbalzi. A questi si aggiungono i 28 Zach LaVine e i 18 di Kris Dunn, che mette a referto anche 8 assist. Dalla prossima partita, Chicago potrà contare sul talento di Otto Porter Jr, che lascia la Capitale in cambio di Jabari Parker e Bobby Portis.

UTAH JAZZ-PHOENIX SUNS 116-88
Continua il momento nero dei Phoenix Suns, alla 45esima sconfitta stagionale. Tutto facile per gli Utah Jazz, che travolgono la squadra dell'Arizona 116-88 e rafforzano la propria settima posizione a Ovest in ottica playoff. Un successo mai in discussione per Utah, che costruisce il proprio vantaggio nel primo tempo e poi allunga definitivamente nell'ultimo quarto, rifilando un sonoro +20 ai Suns, crollati sotto i colpi di sette giocatori in doppia cifra. Come sempre, davvero apprezzabile la spartizione di punti e possessi per la squadra di coach Quin Snyder: il miglior marcatore è Donovan Mitchell, che ne mette 21, ai quali si aggiunge la solita doppia doppia del gigante francese Rudy Gobert (16 punti e 12 rimbalzi). Per i Suns, privi di Devin Booker e TJ Warren, non bastano i 27 punti di Josh Jackson e i 20 (con 9 rimbalzi) del rookie DeAndre Ayton. L'unico altro giocatore a raggiungere la doppia cifra è Kelly Oubre Jr, che si ferma a quota 16. Decisamente troppo poco per una squadra che arriva da 12 sconfitte consecutive e che ha vinto solo una partita contro le squadre della propria Division in tutta la stagione. Nemmeno il mercato sembra poter regalare gioie ai tifosi di Phoenix, che dovranno accontentarsi del tanking selvaggio per puntare a una scelta migliore al prossimo draft.

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