Ciclismo, Malori ha deciso di ritirarsi dal professionismo

"Ho lottato contro i postumi dell'incidente, ho quasi vinto la mia battaglia. Ora farò il tecnico"

Ciclismo, Malori ha deciso di ritirarsi dal professionismo

Sono passati 553 giorni da quella paurosa caduta al Tour di San Luis: Adriano Malori, che era finito in coma farmacologico, è tornato in bici, ma ora ha annuciato il suo ritiro da ciclista professionista: "Ho lottato contro i postumi dell'incidente. Ho combattuto una battaglia, l’ho vinta anche se non fino in fondo". Per l'italiano 29enne della Movistar è tempo di una nuova vita: "Adesso tocca al Malori 2.0. Ho iniziato a studiare da tecnico, mi sta aiutando molto la Federazione italiana. L’obiettivo che avevo era avere soddisfazioni nel mondo della bici: non lo sarà da corridore, lo sarà in altro modo".

Il 22 gennaio 2016 la bruttissima caduta durante la quinta tappa del Tour di San Luis in Argentina. Un colpo violentissimo alla testa e l'inizio del calvario, giorni di coma e un lungo e difficile recupero prima di rivedere la luce in fondo al tunnel. Poi la gioia di tornare in bici ("Sono rinato") e un documentario toccante sulla sua convalescenza. Periodo positivo che, però, è durato ben poco: un altra caduta a metterlo ko a ottobre alla Milano-Torino con la frattura della clavicola. Nel 2017 si contano solo due apparizioni e altrettanti ritiri dopo pochi chilometri. Da qui la decisione di appendere la bici al chiodo dopo una carriera breve, ma comunque brillante. In bacheca al titolo di campione italiano, europeo e Mondiale (Varese 2008) della cronometro Under 23. Nel 2015 la gioia della medaglia d'argento nel crono Mondiale, mentre le maglie tricolori pro nella specialità sono tre. Da ricordare anche la maglia rosa vestita per un giorno nel 2012.

Un ragazzo solare e anche nel giorno del suo ritiro dalle corse non ha abbandonato il suo sorriso: "I medici, lo ripeto e l’ho raccontato nel documentario che abbiamo realizzato pochi mesi fa, sono rimasti increduli di fronte al mio recupero e spero che il mio esempio possa continuare a servire da esempio a tutti coloro che soffrono di problemi seri. Ringrazio la famiglia della Movistar che mi è stata vicino in maniera fantastica, sia come corridore che come uomo. Tutti loro, tutti questi amici, sanno che se passeranno da parma avranno sempre una buona cena pagata...".

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