Intervista esclusiva al giovanissimo atleta che nel 2025, da allievo, ha conquistato in sole tre gare di lungo un titolo italiano assoluto e un argento europeo under 20
di Ferdinando Savarese© Grana/Fidal
Daniele Inzoli a soli 17 anni è una delle realtà più interessanti dell’atletica italiana e il 2025 appena concluso lo ha visto protagonista sia a livello assoluto che giovanile, grazie al titolo italiano indoor nel salto in lungo con il personale di 7,93 e all’argento europeo under 20 nella stessa specialità conquistato da atleta ancora allievo in una categoria superiore, imprese il cui valore viene accresciuto dal fatto di aver vissuto una stagione fortemente segnata da problemi fisici, che gli hanno consentito di gareggiare nel lungo soltanto in tre occasioni complessive.
Nato a Milano il 12 agosto 2008 da padre italiano e madre camerunense, Inzoli ha seguito una tradizione familiare profondamente legata all’atletica vista la carriera giovanile della madre da lunghista e sprinter e quella del fratello Francesco più grande di tre anni e mezzo e tuttora in attività, imponendosi all’attenzione generale il 24 settembre 2023 a Brescia quando, con la misura di 7.61, ha stabilito la nuova miglior prestazione italiana under 16 superando il primato di Andrew Howe che resisteva dal 2000.
Dopo gli inizi tecnici con Rosa Anibaldi, madre della triplista Erika Saraceni, è passato sotto la guida di Giada Mingiano prima di entrare nel gruppo di lavoro di Fabrizio Donato, insieme ad atleti come Andy Diaz e al fratello Francesco, mantenendo però Milano come base principale di allenamento e di studio seguito da Riccardo Longinari, pur con frequenti periodi di lavoro a Roma agli ordini del suo tecnico di riferimento.
Dal primo gennaio del nuovo anno è entrato nella nuova categoria juniores, quella degli under 20, forte in quella da allievo appena lasciata di un bronzo europeo under 18 a Banska Bystrika nel 2024, da aggiungere all'argento del 2025 ma già nella categoria superiore dove quest'anno ci saranno ad agosto i campionati del mondo under 20, a Eugene nel mitico impianto Hayward Field, in cui punterà sicuramente a qualcosa di molto importante.
Come tutti gli specialisti del salto in lungo, è dotato di una grande velocità di base che gli ha già permesso di ottenere buoni risultati anche sui 100 metri all'aperto e sui 60 al coperto, non nascondendo mai la sua particolare passione per le gare di velocità, senza dimenticare come da cadetto si sia ben espresso pure sui 300 ostacoli; un atleta poliedrico proiettato sicuramente verso una grande carriera nel lungo, sulle orme del fenomeno Furlani peraltro di solo 3 anni e mezzo più vecchio di lui, ma forse rispetto a quest'ultimo con anche maggiori prospettive di fare bene pure sulle prove veloci.
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Daniele, buon 2026! Cosa ti ha lasciato dentro il passato anno pieno di contrattempi vari che hanno limitato fortemente le tue competizioni, ma dove però hai raccolto il massimo possibile?
"È stato sicuramente un anno di grande crescita, non tanto a livello delle prestazioni che mi sarei aspettato, perché ho migliorato solo di 3 centimetri rispetto all'anno precedente, ma a livello mentale in quanto mi sento maturato dal fatto di aver conquistato quello che ho ottenuto nonostante i problemi fisici avuti un po' tutto l'anno. L'argento europeo di Tampere l'ho voluto fortemente, lottando sino alla fine pur con un dolore al piede, e quindi sono molto orgoglioso di me per questo".
Come stai adesso e come sta andando la preparazione per la nuova stagione?
"Sono motivato e carico più che mai, specie dopo il 2025 che mi ha comunque lasciato dell'amaro in bocca perché avrei voluto di più, ma adesso sto bene e sono riuscito a fare una preparazione adeguata senza intoppi per poter presentarmi alle gare indoor in una buona forma".
Tu hai iniziato con la velocità per poi dedicarti al lungo, ma continui ancora ad allenarti per gareggiare in entrambe. Quale delle due discipline preferisci?
"Sin da piccolissimo il mio idolo è stato Usain Bolt e il mio sogno era quello di vincere una medaglia olimpica nei 100 metri che è sicuramente la mia disciplina preferita. Poi crescendo ho capito di essere maggiormente portato per il salto in lungo e gradatamente me lo sono fatto piacere, continuando ad allenarmi ovviamente anche per la velocità che ne è la base, e portando avanti la mia carriera agonistica pure sulle prove di sprint".
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L'atletica è stato il tuo unico sport o prima ne hai praticati altri?
"In realtà ho fatto tanti altri sport da piccolo, in particolare tennis, calcio e basket, ma sempre in parallelo con l'atletica che ho iniziato intorno ai 5 anni, perché mia madre mi ha sempre detto che essendo la regina dei tutti gli sport serviva a creare una base per gli altri e, in tal senso, è sempre riuscita a farmela praticare insieme a quello che cambiavo di volta in volta".
Ti alleni nel gruppo di lavoro di Fabrizio Donato, seguito a Milano dove vivi e studi da Riccardo Longinari. Quanti allenamenti fai alla settimana adesso e rispetto alla stagione passata sono aumentati?
"Da quando ho iniziato ad essere seguito da Fabrizio, dalla fine del 2024, ho mantenuto sino alla fine della scorsa stagione il numero di allenamenti che facevo da cadetto e anche nel primo anno da allievo, di 3/4 massimo alla settimana, nell'ottica di preservare la logica della mia crescita naturale. In particolare poi, quando vengo seguito a Milano da Riccardo mi dedico agli allenamenti di velocità, per poi fare quelli specifici di tecnica del salto la settimana del mese che vado a Roma. Dalla nuova preparazione per il 2026 è stato deciso di aumentare leggermente i miei carichi, anche in un'ottica di graduale potenziamento muscolare, portando il numero di giorni a 4/5 con una variabilità legata alle diverse situazioni che si possano creare".
Hai solo 17 anni, sei uno studente del 4° anno del liceo scientifico. Devi fare dei sacrifici per conciliare la tua attività scolastica con quella di atleta?
"La carriera scolastica è certamente molto importante sia per me che per la mia famiglia, e cerco di portarla avanti nel migliore dei modi non senza delle indiscutibili difficoltà che non riuscirei a superare se non ci fosse sempre stato l'aiuto e la comprensione dell'istituto che frequento, senza il quale avrei certamente fatto ancora più fatica e verso il quale sono molto grato".
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Hai già una data di debutto al coperto e quali le tue speranze in questa prima parte di stagione?
"Esordirò il prossimo 17 gennaio sui 60 metri indoor del Memorial Giovannini ad Ancona, ormai come tradizione su una prova veloce, e non nascondo di essere molto fiducioso per un debutto a bomba perché mi sento bene e spero di ottenere subito qualcosa di significativo in questa disciplina per poi puntare ovviamente alle gare nel lungo, da definire ma che passeranno certamente dai campionati assoluti di fine febbraio, mentre in quelli juniores valuteremo se puntare sui 60, sul lungo o su entrambe".
Il 2026 segna il tuo passaggio tra gli juniores under 20, dove peraltro hai già conquistato la medaglia d'argento negli europei di Tampere nel passato anno. Che obiettivi ti poni per i mondiali di categoria che si disputeranno in agosto a Eugene?
"I mondiali di Eugene sono l'obiettivo cardine dell'anno e posso dire che la preparazione degli ultimi anni è stato totalmente orientata proprio su questo appuntamento. Non voglio nascondermi per cui sicuramente punto molto in alto e sento di poter ambire al traguardo maggiore rappresentato dalla medaglia d'oro, che sarebbe l'ideale coronamento della mia carriera giovanile, dopo il bronzo agli europei under 18 e l'argento in quelli under 20".
Oltre l'atletica quale è la tua passione più grande?
"In realtà mi piacciono tantissime cose, sia a livello di altri sport che seguo con grande attenzione quali il calcio, sono tifoso dell'Inter, il tennis, il nuoto, il basket e mi piacciono tanto anche quelli motoristici, ma poi sono un grande amante della musica che è fondamentale nella mia vita di ogni giorno, e durante il riscaldamento prima di una gara mi aiuta a estrapolarmi da quanto ho intorno facendomi concentrare al meglio, senza dimenticare la mia passione per il disegno che pratico appena posso, e per l'arte in generale che ha sempre fatto parte della mia esistenza".
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